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Cultura e società

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli, o c'è - o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La grande differenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Guardiamo piuttosto a ciò che unisce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel variegato mondo della miscredenza non esiste una "morale" e tantomeno una "cultura" atea o agnostica, semplicemente perché il non credente è l'unica persona che si auto-costringa a fare delle scelte davvero "proprie": senza prenderle in prestito da una religione, senza doverle confrontare con una dottrina, senza doverne rendere conto ad un ministro di culto, senza doverne temere espiazioni ultraterrene.

 

Tanti gli "ateismi" e gli "agnosticismi" quanti gli atei e gli agnostici, persone unite soltanto dalla loro non-credenza, nell’esistenza di un dio nel caso dell'ateo, nella convinzione che non sia possibile un giudizio in merito nel caso dell'agnostico: trovando del tutto irrilevante per la sua vita individuale e sociale il credere o meno in uno o più esseri "soprannaturali", il senzadio in virtù appunto del professato scetticismo deve costruirsi una propria visione etica, una sfida senza ansie, un incitamento ad assumersi delle responsabilità, lontano dagli accomodanti e comodi conformismi di arbitrarie regole, pronte-per-l'uso o addirittura imposte.

 

È altrettanto irrilevante se chi non si riconosca in alcuna religione sia poi "ateo", "agnostico", "scettico", "non-credente", "mis-credente", "non-religioso", "a-religioso", "umanista", "razionalista" o "senzadio"...:  rilevante è che atei ed agnostici siano numericamente molti più di quanto si pensi e di quanto le statistiche ufficiali vogliano far percepire - un sesto della popolazione mondiale ed almeno un decimo di quella italiana.

 


Nonostante la maggior parte delle religioni infieriscano da sempre contro i
"diversamente credenti", li perseguitino, li insultino, li ridicolizzino, li umilino e li minaccino - purtroppo la Chiesa Cattolica Romana ne fornisce documentatamente uno dei peggiori esempi all'interno del Cristianesimo - la storia della miscredenza ha da sempre grande significato per l'evoluzione ed il progresso dell'umanità e moltissime sono le persone - indifferentemente da sesso e appartenenza sociale - che vivono nelle rispettive culture e comunità una più che piena esistenza pur prescindendo da credenze nel soprannaturale.

 

Fra loro non poche le figure di non-credenti capaci di lasciare un segno personalissimo, donne e uomini fortemente diversi fra loro e sicuramente diversi dai più, la cui creatività va a esprimersi pregna di originalità, contribuendo a nuovi percorsi di conoscenza - fuori dal comunemente accettato, fuori dal banale: perché la passione per la cultura si abbina bene al piacere di confrontarsi con l'altro, senza limite di dogmi, senza ostacolo di pregiudizi, nella più naturale e sana libertà di pensiero e di opinione.


Una
minoranza quindi considerevole quella dei non-credenti, i cui diritti civili vanno democraticamente difesi contro lo strapotere ed il fanatismo di una Chiesa sempre più apertamente e non più solo occultamente invadente ed uno Stato senza laicità abbastanza da renderlo credibile ed efficiente, in pratica un non-Stato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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