Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © Bruno Panunzi e De Luca Editore: la Redazione ringrazia l'autore e l'editore   per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale [Struttura della Redazione]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Bracciano e gli Orsini – Tramonto di un progetto feudale"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Gentil Virginio Orsini: vita e imprese di un feudatario romano" (continua)

[Seconda parte] (continua)

 

Da "Il '400 a Roma e nel Lazio"

"Gentil Virginio Orsini: vita e imprese di un feudatario romano"

[Prima parte]

[Seconda parte]

[Terza parte]

[Quarta parte]

[Quinta parte]

[Sesta parte]

[Settima e ultima parte] 

 

Welcome to our portal! "Bracciano's Castle – Impregnable fortress, magnificent palace"

"La breve 'stagione' di Juan Borgia tra Bracciano, Ostia e Roma"

"Il 'Palazzo fuori della Porta', municipio di Bracciano"

"Il cannocchiale conteso"

"Girolamo Gastaldi: il cardinale contro la peste"

 

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“Gentil Virginio Orsini:

vita e imprese

di un feudatario romano” (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Seconda parte] (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'amicizia di Gentil Virginio con Gerolamo Riario, malgrado la fedeltà sempre dimostratagli dall'Orsini, indusse re Ferrante a privarlo dei suoi feudi abbruzzesi a favore dei Colonna e spingendolo, secondo Sigismondo dei Conti, ad istigare Gerolamo ad una guerra contro Napoli.

 

Virginio esigeva da Ferrante le contee di Alba Fucense e Tagliacozzo, che appartenevano al suo retaggio paterno, mentre il re le aveva vilmente vendute per 12.000 ducati a Lorenzo Oddone Colonna ed al fratello di costui.

 

 

La perdita delle contee abruzzesi che garantivano, secondo il Commynes, 20.000 scudi annui, rappresentava un danno enorme per Gentil Virginio, che soffriva di una perenne mancanza di denaro.

 

Il carattere esclusivamente fondiario del reddito degli Orsini di Bracciano, con tutta la sua precarietà già in quegli anni mostra i primi segni della rovina economica che coinvolgerà la famiglia dopo due secoli di continue ed inarrestabili vendite.

 

 

Le contee abruzzesi furono la vera causa della ripresa a Roma delle lotte fra Colonna e Orsini, riaccesa dallo scontro tra le famiglie Della Valle e Santacroce loro fautrici.

 

Il 3 aprile 1482 i Santacroce con lo aiuto delle guardie palatine mandate da Gerolamo Riario, assalirono e distrussero le case dei loro avversari uccidendo nella mischia Girolamo Colonna.

 

 

Malgrado la punizione durissima ordinata dal papa per i Santacroce, il re di Napoli con il pretesto di difendere i Colonna fece arrivare l'esercito in vista di Roma già alla metà di aprile e chiese ufficialmente il permesso di passaggio in territorio pontificio per le sue truppe che andavano in soccorso del duca di Ferrara.

 

Sisto IV rifiutò sdegnato ma il 30 maggio le milizie napoletane riuscirono ad entrare in città anche se furono ricacciate con molti sforzi da Girolamo Riario e da Gentil Virginio a cui si erano affiancati il figlio Gian Giordano e Niccolò Orsini di Pitigliano.

 

 

L'arrivo di Roberto Malatesta con un forte contingente di truppe veneziane portò alla vittoria dei pontifici nella battaglia di Campomorto il 21 agosto, con un gran bottino di cannoni.

 

Girolamo Riario, con il pieno consenso di Gentil Virginio, organizzò l'ingresso dei prigionieri a Roma nella falsariga degli antichi trionfi romani.

 

 

Fu questo uno degli episodi che più pesarono contro gli Orsini per la casa Colonna e per molti dei signori napoletani presenti nel corteo vittorioso.