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Portale
Cultura e società
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La cultura siamo noi – Noi la musica La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia: la cultura non ha comparti né livelli, o c'è - o non c'è. Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture! Il materiale originale ed alcune immagini in questa pagina sono © Giuseppe Pontuali: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale |
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"Le musiche, le danze ed i canti popolari dell'Italia Centrale" – Approfondimento |
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In questa pagina Evoluzione e diffusione dell'organetto
Pagine correlate Tecniche esecutive strumentali del saltarello
Giuseppe Pontuali – Una presentazione
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Breve storia dell'organetto |
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Le origini |
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La fisarmonica diatonica è un innovativo "strumento aerofono meccanico, ad ance libere e a doppia intonazione", costituito da un soffietto fissato su una piccola scatola rettangolare:
- aerofono, perché il suono è generato da un flusso d'aria; - meccanico, perché il flusso d'aria non lo crea il fiato del suonatore, ma è generato da un,mantice o soffietto; - ad ancie libere, perché queste vibrano su se stesse; - diatonico, perché i suoni sono ordinati solo nella sequenza della scala naturale in cui è accordato lo strumento; - a doppia intonazione, perché ad ogni tasto corrispondono due suoni differenti, correlati al movimento del mantice.
Quest'ultimo, sia in fase di chiusura che di apertura, genera infatti un flusso d'aria in due "casse" contrapposte, quella del "canto" e quella dei "bassi", entro le quali sono disposte le "soniere", castelletti di legno su cui, a loro volta, vengono fissate fitte file lamelle di metallo, le "ance".
Una tastiera per ogni cassa comanda un meccanismo di leve e di molle, che apre appositi fori sul fianco della cassa, in corrispondenza delle soniere: in tal modo si vanno a colpire le ance con il flusso e la pressione d'aria necessari per metterle in vibrazione.
Le ance sono accoppiate, una di fronte all'altra sui due lati di un medesimo foro, in modo da produrre alternativamente un suono con l'aria aspirata all'interno ed un altro con quella pressata all'esterno dal mantice: quindi nella fisarmonica diatonica si ottengono due note diverse, a seconda che si apra o si chiuda il mantice, perché le ance accoppiate non sono accordate all'unisono, ma a distanza di un dato intervallo.
Delle due tastiere, una per ogni cassa, che comandano la messa in vibrazione delle ance, quella su cui lavora di solito la mano destra suona la melodia e ad ogni suo tasto corrisponde quindi una singola nota, mentre quella usata dalla mano sinistra decide l'accompagnamento armonico-ritmico e ad alcuni tasti corrispondono singole note, ad altri accordi di vario tipo, cosiddetti "bassi organizzati".
Le prime fisarmoniche diatoniche vengono costruite quasi contemporaneamente agli inizi dell'Ottocento, sia a Berlino, attraverso gli esperimenti di Buschmann, che a Vienna, dove lavora Demian, e nella Londra di Wheatstone: i primi brevetti risalgono al 1821 -1822 e lo sviluppo del nuovo strumento è ininterrotto, applicando tecniche diverse e con un susseguirsi di innovazioni, che tutte risultano in prodotti affini, diversi solo per forma e caratteristiche, presto adottati nella musica popolare di molti paesi.
L'arrivo dell'"organetto" in Italia è incerto e molti sono gli aneddoti tramandati dai nostri pionieri dello strumento.
Si racconta, ad esempio, come una sera d'estate del 1863 un pellegrino straniero, tornando dal Santuario di Loreto, si fermi presso un casolare di Castelfidardo, in Provincia di Ancona, a chiedere ospitalità per la notte.
Oltre la bisaccia, il pellegrino porta a tracolla uno strano oggetto musicale ed il contadino che lo ospita ne rimane colpito, sia dalla forma insolita che dal suono ammaliante: non si sa bene come il contadino riesca ad appropriarsene, magari ricevendolo in dono o disegnandolo durante la notte, pezzo per pezzo, oppure...
Di storico c'è che quel contadino si chiama Paolo Soprani, il primo italiano ad avviare un laboratorio per la costruzione di organetti. |
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L'organetto abruzzese |
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Tra leggenda, storia e cronaca (da un articolo di Cesare Marcello Conte)
L'organetto viene portato in Abruzzo da Loreto, nelle Marche, da uno degli Janni, Francesco: il nuovo strumento suscita la diffidenza dei vecchi, ma anche l'entusiasmo dei giovani, che immediatamente cercano di cavarne dei suoni.
Passato l'innamoramento per l'organetto come strumento musicale, subentra, la curiosità per lo strumento come "oggetto meccanico": come è fatto dentro, cercare di capire il funzionamento di quella "scatola che suona".
Francesco intuisce approssimativamente, il funzionamento meccanico dello strumento e decide di costruirne uno uguale: nessun problema per quanto riguarda le parti in legno, carta e cartone, le quali vengono copiate fedelmente, tutt'altro discorso invece per le lamine sonanti, così la sua pragmatica soluzione è di organizzare un viaggio a Castelfidardo ed acquistarle lì.
Assemblato, il primo esemplare non è proprio degno di essere chiamato "strumento musicale", però emette suoni, e, dopo una serie di caparbi tentativi, se ne ottiene finalmente una versione "accettabile".
Dato che l'intonazione dello strumento è complessa e dipende, oltre che dalla finitura delle lamine sonanti, le "ance", anche da una serie di altri fattori, come le "soniere", la tenuta e capacità del mantice, le dimensioni delle cassette e la qualità dei materiali utilizzati, l'organetto copiato risulta alla fine accordato "un poco più in alto" di quello originale: la cosa non dispiace affatto, anzi, e nasce proprio così, più per caso che per scelta, la voce inconfondibile dello strumento che oggi chiamiamo "organetto abruzzese".
Anche i fratelli minori, Gaetano e Giuseppe, iniziano a collaborare con Francesco e presto l'organetto non avrà più segreti per loro, ma saranno addirittura in grado di apportarvi modifiche secondo criteri tutti loro, sia per migliorarne la funzionalità come strumento che per differenziarlo come prodotto commerciale:
- l'inserimento sulla tastiera del canto prima di due e poi tre tasti più piccoli degli altri, chiamati "vocette", consente esecuzioni musicali più veloci, molto apprezzate nel competitivo ambiente dei suonatori;
- l'applicazione sulla cassa dello strumento di originali nicchie, ritagliate e protette da vetrini, permette di personalizzarlo con immagini sacre o fotografie di madri, mogli e fidanzate. |
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Evoluzione e diffusione dell'organetto |
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Dal primo organetto a due bassi, detto anche "du' botte" in Abruzzo, si passa a quelli con quattro bassi, poi otto, dodici e così via, fino ad arrivare, agli inizi del 1900, alle moderne fisarmoniche.
L'Italia, grazie a numerosi e valenti costruttori, può vantarsi di avere forse la migliore produzione di fisarmoniche al mondo.
La sua facilità di trasporto e manutenzione, la robustezza (caratteristica molto importante all'epoca perché si va in giro a suonare a piedi o al meglio in bicicletta), l'accordatura che non va aggiustata, la possibilità di evidenziare la ritmica, grazie all'invenzione dei bassi, ed, infine, la possibilità di suonare lo strumento senza dover conoscere la musica, decretano l'ineguagliabile successo dell'organetto presso le masse popolari, facilitandone una diffusione capillare: in ogni paese c'è almeno uno strumentista, che suona generalmente da solo o, nelle occasioni più importanti, accompagnato da un altro suonatore.
L'organetto, come la zampogna e le "launeddas", dalle quali eredita gran parte del suo repertorio, è parte integrante della musica tradizionale e, quindi, proprio perché la sua musica non è scritta, si insegna col metodo orale, detto "ad orecchio", salvo poi utilizzare lo strumento per espressioni musicali di proprio gradimento, se non addirittura sperimentali.
Oggi, dopo un lungo periodo di decadenza, dovuto soprattutto all'avvento della fisarmonica cromatica a bottoni e a piano, la fisarmonica diatonica è oggetto di un rinnovato interesse: viene spesso usata dai gruppi di musica popolare e, grazie alle capacità di alcuni musicisti, anche insegnata in alcune scuole ed istituti musicali, in modo che un sempre maggior numero di persone possa avvicinarsi ed imparare questo meraviglioso, troppo spesso dimenticato, strumento. |
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Tavola cronologica |
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Prima di Cristo |
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3000 aC Prime notizie nella tradizione cinese di strumenti "ad ancia libera" - tcheng o sheng.
1800-1000 aC In India si applicano su corna di bue ance di canna o di bronzo. Anche lo "scacciapensieri" risale a questa epoca.
1000 aC Cenni storiche sullo sheng, una sorta di organo a bocca funzionante ad ance libere. |
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Dopo Cristo |
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1300 dC Notizie storiche sullo scacciapensieri in Italia. Marco Polo descrive uno sheng nel suo "Milione". |
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Il Seicento |
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1618 Michael Praetorius descrive per primo con precisione l'ancia libera.
1688 Muore a Siena Pietro Bellanti, inventore di uno strumento chiamato "armonica" del quale non è rimasta nessuna traccia. |
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Il Settecento |
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1740 Lo sheng viene introdotto in Europa da Johann Wilde.
1789 Il tedesco Johann Jakob Schell costruisce uno strumento a tastiera chiamato "arpa di Eolo". |
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La prima metà dell'Ottocento |
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1806-1821 Il bavarese Bernhard Eschenbach crea l'aeoline abolendo le canne di risonanza.
1820 Un costruttore d'organi del Voigt costruisce l'aelodiocon con l'impiego di ance metalliche con mantici e una "scatola del vento".
1821 A Vienna Anton Hackl brevetta la phys-harmonika con ance metalliche su cavità di risonanza.
1822 Compare il primo armonium ad opera di Gabriel Ioseph Grenié. Friedrich Buschmann crea la mundeoline o "armonica a bocca".
1823 A Trossingen, in Germania, Christian Messner fabbrica la mundeoline, eolina a bocca.
1826 Michael Ioseph Kinderfreund e Wenzel Balke, di Praga, usano ance di ottone dorato a fuoco. Karl Fuchs migliora l'intonazione con ance a forma di trapezi longitudinali.
1827 La "Iohann Langhammer Sohne" costruisce le prime armoniche a bocca di fattura moderna.
1829 Il 6 maggio, a Vienna, in Austria, Cyrill Demanian brevetta l'accordeon o "fisarmonica". Il 10 giugno Charles Wheatstone brevetta in Inghilterra la concertina.
1831 Pubblicazione, a Parigi, del primo metodo per accordeon di Pichenot.
1832 La figlia del costruttore A.M. Resnier, per fare pubblicità agli accordeon del padre, fa concerti pubblici ed è la prima donna a suonare in pubblico.
1834 Carl Friedrich Uhlig modifica l'accordeon di Demian, inventando uno strumento di sezione esagonale, la cosiddetta "concertina tedesca". Il francese Jacquet brevetta il melophone.
1835 Wilhelm Fiedrich Kaiser introduce il registro per il cambio di timbro.
1837 Mathieu Isoard modifica l'accordeon, con la soppressione delle terze e delle quinte.
1840 Si aprono le prime fabbriche in Russia.
1848 A Parigi un tal Debain brevetta l'armonium, strumento ad ancia libera con mantice a pedale. |
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La seconda metà dell'Ottocento |
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1850 H. Band elabora lo strumento fabbricando il bandoneon.
1854 L'austriaco Mattheus Bauer presenta un accordeon con tastiera tipo pianoforte.
1856 In una fabbrica di Klingenthal viene applicata per la prima volta la protezione metallica alle armoniche a bocca.
1857 Matthias Hohner inizia a fabbricare, a Trossingen, in Germania, le armoniche a bocca.
1863 Paolo Soprani, a Castelfidardo, in Provincia di Ancona, comincia la costruzione dell'"organetto".
1865 A Macerata Cesare Pancotti fonda la seconda fabbrica italiana di fisarmoniche.
1869 Invenzione, in America, della celluloide con la quale si rivestiranno le fisarmoniche.
1870 In Russia Nikolai Ivanònic Belobòrodov costruisce il primo bajan.
1871 A Bolzano Socin Fidele comincia la costruzione degli "organetti tirolesi".
1872 Inizia Settimio Soprani a Castelfidardo.
1875 Luigi e Giorgio Savoia aprono un laboratorio a S. Giovanni in Croce.
1876 Nasce, con Mariano Dallapè, il primo centro di produzione a Stradella.
1880 Si aprono due laboratori: Giuseppe de Bernardi a Genova e Tommasi a Diano Marina.
1886 Apre Chiusaroli a Recanati (MC).
1888 Iniziano a Castelfidardo Sante Crucianelli e a Poggio San Vittorino (TE) Luigi Pistelli.
1889 Sempre a Castelfidardo, comincia a costruire P. Ficosecco.
1890 Antonio Ranco inizia la costruzione a Vercelli.
1893 Si costruisce anche a Castellazzo Bormida con Francesco Massobrio.
1895 Ercole Maga apre a Stradella.
1897 Apre a Cremona Angelo Parmelli. |
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Il Novecento |
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1900 Aprono a Castelfidardo la Coop. Piermaria, a Stradella Salas e a Camerano i fratelli Scandalli.
1901 Egidio Galvan apre un laboratorio di organetti tirolesi a Borgo di Valsugana.
1903 Hohner produce i suoi primi accordeon diatonici.
1905 Ancora a Vercelli iniziano Domenico Cavagnolo e Brovarone-Oppezzo.
1910 Ancora nuovi fabbricanti: Silvio Soprani a Recanati e Giuseppe Moreschi a Castelfidardo.
1914 Giacomo Castagnari, a Recanati, decide di fondare il suo marchio.
Cromativa semidiatonica, 1915.
1916 A Crocette nasce la "Fratelli Soprani" e nello stesso anno muore Paolo Soprani.
1918 A Macerata inizia Piermaria.
1921 Iniziano a Castelfidardo Arrigo Guerrini e Orlando Quagliardi e a Vercelli la Cooperativa Armoniche.
1926 Astolfo Danieli applica la celluloide sulle fisarmoniche.
1977 Il 9 luglio si celebra a Castelfidardo una Festa dedicata all'organetto. |
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