Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi l'immagine

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli, o c'è - o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale e le immagini in questa pagina sono © Cecilia Sodano, rispettivi autori e Paesaggio Urbano: la Redazione ringrazia gli autori e la Maggioli Editore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento  e la pubblicazione nel portale

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"Progetti di restauro del nostro patrimonio culturale-artistico" di Cecilia Sodano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Il restauro della fontana di Piazza IV Novembre a Bracciano"

Tema [- La scheda]

[Cenni storici]

La forma dell'acqua

 

"Il restauro della fontana di Piazza IV Novembre a Bracciano"

"Restauro della Porta e della Torre di Mezzo a Gallese"

"Il restauro della chiesa di San Rocco a Castel Giuliano"  

 

 

Cecilia Sodano – Una presentazione

 

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Libro dei Visitatori

 

"Il restauro della fontana di Piazza IV Novembre a Bracciano"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'articolo è tratto dal n. 3/2004 della rivisita di architettura, urbanistica e ambiente "Paesaggio urbano", della Maggioli Editore: la Redazione ringrazia la casa editrice per averne autorizzato la pubblicazione nel sito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paesaggio urbano

Rivista bimestrale di architettura, urbanistica e ambiente

Numero 3,  maggio-giugno 2004

 

SPECIALE - Recupero e restauro

Il restauro della fontana di Piazza IV Novembre a Bracciano

 

 

 

Immagine della fontana dopo gli interventi di restauro

 

 

La fontana, costruita tra il 1741 ed il 1743, fu realizzata dallo scalpellino mastro Ottavio Pierini su progetto dell'architetto Mario Asprucci.

Negli anni successivi sono documentati vari interventi di manutenzione ordinaria (pulizia della fontana
e della sue tubazioni) fino al 1934, anno in cui la vasca superiore si spaccò a causa della cattiva qualità
del travertino e venne sostituita da una di uguale forma e materiale.

La fontana si presentava, prima dell'intervento, completamente grigia a causa del particellato atmosferico e di un trattamento a cera alteratosi; le parti mancanti erano state, inoltre, pesantemente reintegrate con cemento.

Il restauro ha previsto una lunga fase di pulitura con impacchi di sali inorganici ed un solvente specifico per rimuovere la cera.


Sono state poi rimosse le parti cementizie ed effettuate le reintegrazioni: in travertino nelle parti dove maggiori erano le lacuna ed in malta a base di calce idraulica dove minore era l'entità della reintegrazioni.

 

L'intervento è stato completato con una velatura a base di latte di calce pigmentato e l'applicazione di un protettivo silossanico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tema [– La scheda]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fontana di piazza IV Novembre Bracciano (Roma)

 

 

 

 

 

 

 

Proprietà

 

 

 

Comune di Bracciano

 

 

 

 

 

 

Committente

 

 

 

Comune di Bracciano

 

 

 

 

 

 

Responsabile del procedimento, progetto e direzione dei lavori

 

 

 

Cecilia Sodano

 

 

 

 

 

 

Importo dei lavori

 

 

 

87.000.000 lire

 

 

 

 

 

 

Impresa esecutrice

 

 

 

Consorzio Artigiano Raffaele Rumolo

 

 

 

 

 

 

Analisi chimiche

 

 

 

Punto terra '92, Roma

 

 

 

 

 

 

Periodo lavori

 

 

 

Gennaio-giugno 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Cenni storici]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vista della fontana prima degli interventi di restauro, con la superficie completamente coperta da una patina grigia dovuta al particellato atmosferico unito a un trattamento a base di cera che si era alterato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 12 marzo 1741 il Consiglio della Comunità di Bracciano decise di costruire una fontana nella piazza del Palazzo Priorale, a maggiore ornamento della cittadina.

Ottenuto il parere positivo della Sacra Congregazione del Buon Governo, l'incarico per la redazione del progetto venne affidato a Mario Asprucci, architetto a servizio di casa Odescalchi, che preventivò una spesa di circa 400 scudi.

 

Mario Asprucci era il padre di Antonio; essi presero parte alla trasformazione della Villa Borghese a Roma.

 

Alla fontana lavorarono, tra 1741 e il '43, diversi artigiani: trasportatori, muratori, stagnari, scalpellini.

 

La spesa maggiore, desunta da un dettagliato libro dei conti, riguarda naturalmente lo scalpellino, mastro Ottavio Pierini, cui furono pagati, tra maggio 1741 e l'aprile del '42, circa 420 scudi.

 

Il suo contratto prevedeva la fornitura e posa in opera, trasporto escluso, di tutto il travertino lavorato occorrente per la costruzione.

 

L'artigiano avrebbe dovuto usare Travertino di Tivoli di buona qualità.
 

Nel 1742 il duca Odescalchi concesse alla comunità, per alimentare la fontana, 3 once d'acqua derivate dall'acquedotto costruito per dare forza motrice ai suoi opifici.

 

La fontana venne completata nei primi mesi del 1743 e costò complessivamen­te circa 1.660 scudi, assai più di quelli preventivati.


Per circa due secoli la storia della fontana continua attraverso i pagamenti riguardanti la sua manutenzione: periodicamente, infatti veniva pulita e se ne spurgavano le tubazioni.


Un nuovo, sostanziale intervento fu compiuto nel 1934 quando la vasca superiore si spaccò, secondo i documenti dell'epoca, "a causa di avvenuta corrosione interna della pietra"; venne ricostruita "con la stessa pietra ed in conformità del primitivo modello".

 

La fornitura e la posa in opera furono affidate, per la somma di 1.276 lire, al signor Bresciani.

 

Nel torso del restauro risultò evidente che il mastro Pierini non aveva utilizzato travertino di buona qualità, ma di seconda scelta, decisamente cariato; ciò aveva provocato, oltre alla rottura della vasca superiore, un degrado molto accentuato con la perdita di parti di materia per corrosione e alveolizzazione.

 

Fu probabilmente in quel periodo che al primitivo sistema di smaltimento dell'acqua che travasava a terra dalla vasca inferiore, costituito da una canaletta e da due vaschette di raccolta scavate nel travertino del basamento, ne fu sovrapposto un altro, assai più disordinato e meno leggibile.


Nel 1954 un nuovo intervento e documentato sulla fontana; preventivo del signor Gino Gasperini, congruente con la successiva ricevuta di pagamento di 40mila lire, prevedeva la pulizia con spazzole d'acciaio e la stuccatura delle vasche e di "molti punti delle cornici esterne", da eseguirsi "con cemento (750) e ricoperto da uno strato di finto travertino, per assimilarlo al vecchio".

 

Da allora la fontana ha subito diversi interventi di 'manutenzione' a cura degli operai comunali: pulizia con spazzole d'acciaio e acido, reintegrazioni a cemento e tinteggiatura della vasche.

 

I cittadini hanno raccontato, durante il restauro, che negli anni 60 l'interno della vasca inferiore è stato dipinto di azzurro, secondo il colore scelto dal Sindaco (colore del quale sono state trovate, in effetti, delle tracce).