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La cultura siamo noi Noi l'immagine

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli, o c'è - o non c'è.

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Figli di un altro dio?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  In questa pagina 

Hiroshima

"Mala tempora currunt" atque peiora premunt

La bomba atomica

Cosa è una "bomba atomica"?

I presupposti teorici della bomba atomica

I presupposti storici della bomba atomica

Il Progetto "Manhattan" e la fine della Seconda Guerra Mondiale

Tokyo

La più tremenda tempesta di fuoco della storia – Su un milione e mezzo di civili inermi

Se non capisci il mio silenzio, come capirai le mie parole?

Hiroshima – Ground Zero

Nagasaki – Ground Zero

Ma questi NON sono crimini di guerra

Il genocidio al fosforo bianco degli abitanti di Tokyo

Il genocidio atomico degli abitanti di Hiroshima e Nagasaki

Le foto degli orrori

Dopo oltre 60 anni la realtà documentata del dopo-bomba ad Hiroshima

Giù le mani dalla storia!

 

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Criminali e crimini di guerra

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CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

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Questa pagina contiene documentazione fotografica non censurata.

 

La pubblichiamo senza strumentalizzazioni,

in nome della coscienza sociale, dell'onestà mentale e della decenza politica,

per dare dovuta voce alle vittime di tragedie a lungo ignorate o già dimenticate,

da reinserire in quel patrimonio di "memoria collettiva" che è la nostra storia!

 

La Redazione

 

 

 

Hiroshima

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Mala tempora currunt" atque peiora premunt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"'Sono tempi duri', ma di ancora più duri ne sono alle porte" (... se dimentichiamo o, peggio, se cerchiamo di cancellare la nostra storia!).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La bomba atomica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa è una "bomba atomica"?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la denominazione "bomba atomica" si intende originariamente un ordigno esplosivo a fissione nucleare, la cui energia cioè viene prodotta dalla scissione del nucleo atomico di un elemento pesante, come l'uranio o il plutonio, in frammenti: questo tipo di bomba andrebbe più correttamente definito come "bomba A".

 

L'energia sprigionata da una tale scissione dà quindi inizio ad una cosiddetta "reazione a catena" del tutto incontrollata e rapidissima nella massa concentrata del metallo pesante, così resa "super-critica".


Il termine "bomba atomica" è però comunemente usato anche ad includere le
più moderne armi nucleari di potenza ben superiore, come quelle del tipo a reazione nucleare attraverso la fusione dei nuclei di elementi leggeri: questo tipo di bomba nucleare "evoluta" andrebbe in effetti più propriamente definito come "bomba H", o "all'idrogeno" o "termonucleare".

 

A fianco, a sinistra Albert Einstein, sui cui principi teorici si basa lo sviluppo delle armi nucleari, e, a destra, Robert Oppenheimer, nel 1942 a capo del "Progetto Manhattan" che traduce la teoria in pratica realizzando la prima bomba atomica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I presupposti teorici della bomba atomica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I rivoluzionari articoli del ventiseienne Albert Einstein, fisico tedesco ebreo, poi naturalizzato svizzero ed infine statunitense, sono pubblicati già nel 1905 e arrivano nel 1921 a fargli valere un Premio Nobel in Fisica "per contributi alla fisica teorica".

 

La sua successiva, altamente innovativa teoria della relatività generale del 1915, sintetizzabile nella ormai famosissima equazione E=mc², che semplicemente esprime il fondamentale principio di equivalenza tra massa ed energia, è di fatto il primo passo verso la bomba atomica.

 

Attivista sia in ambito filosofico che politico, non ateo né deista, pacifista, socialista, addirittura accusato di "comunismo" perché oppositore scomodo sia del maccartismo che del razzismo americano, anti-sionista, dapprima non vede (o non vuole vedere) le potenziali "applicazioni" delle sue teorie in campo militare: per lui la pur teorica possibilità di trasformare direttamente materia in energia e viceversa è principalmente la spiegazione del fenomeno della radioattività, cioè dell'emissione spontanea di energia da alcuni elementi, e della luminosità delle stelle.

 

 

 

 

 

 

 

 

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I presupposti storici della bomba atomica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma altri percorreranno la sua strada andando oltre, avanzando cioè l'ipotesi che una reazione nucleare sia provocabile artificialmente e violentemente attraverso una reazione a catena, inoltre, nella seconda metà degli anni trenta, viene scoperto il neutrone: importanti ricerche sono condotte proprio in Italia da Enrico Fermi e la porta è ormai spalancata verso la produzione di una bomba atomica - è ormai solo una questione di tempo e di circostanze.

 

Il tempo "matura" e le circostanze diventano sfortunatamente "favorevoli" con lo scoppiare della Seconda Guerra Mondiale, quando un gruppo di scienziati europei di origine ebrea rifugiatisi negli Stati Uniti, tra cui lo stesso Fermi, si dedicano seriamente allo studio di uno sviluppo militare del principio di Einstein.

 

Esercitano forti pressioni su Einstein, il quale finisce con il diventare suo malgrado favorevole alla realizzazione di una bomba atomica nel timore che arrivi prima a realizzarla la Germania nazista: il 2 agosto 1939 lo scienziato sottoscrive una lettera all'allora Presidente americano Roosevelt esortandolo a dar vita ad un programma di ricerca a tal fine, cosa che suscita da subito l'interesse attivo del Governo, porta alla creazione di un "comitato" e poi di un vero progetto industriale militare segretissimo - il Progetto "Manhattan".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il Progetto "Manhattan" e la fine della Seconda Guerra Mondiale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel giugno 1942 il gruppo di fisici europei, coordinati da Robert Oppenheimer dell'università della California, giunge attraverso calcoli matematici alla conclusione teorica che la creazione di una bomba atomica sia possibile sfruttando la reazione di fissione a catena.

 

Anche se realizzare la bomba richiederà enormi investimenti di capitali umani ed economici, come si sa quando si tratta di progetti militari organizzazione e finanziamenti non mancano mai: inoltre il 2 dicembre 1942 gli esperimenti di Enrico Fermi convalidano i calcoli matematici con la prima reazione artificiale di fissione a catena autoalimentata  assemblando sotto lo stadio di Chicago la prima "pila atomica" della storia, cioè un reattore nucleare a fissione, capace di far raggiungere ad una massa di uranio naturale lo stato di "criticità".

 

Due miliardi di dollari di allora verrà a costare la sola produzione dell'uranio e del plutonio necessari per il progetto, senza calcolare tutto lo sviluppo del detonatore a implosione al centro di ricerca di Los Alamos, che i militari creano dal nulla nel deserto del New Mexico: un vero e proprio lager della scienza, che per anni letteralmente imprigiona ed isola dal resto del mondo i più eminenti fisici del pianeta e le loro famiglie focalizzandoli su un unico obiettivo: la bomba atomica

 

 

 

 

 

E "Gadget", la prima bomba al plutonio, esplode nel "Trinity test" del 16 luglio 1945 in New Mexico.

 

 

 

 

Seguita in rapida successione da "Little Boy", che, prima bomba all'uranio, già il 6 agosto 1945 scatena l'inferno questa volta non in un deserto ma sul centro della città giapponese di Hiroshima.

 

 

 

Cosa la quale solo tre giorni dopo ripete "Fat Man", la seconda bomba al plutonio della storia, su Nagasaki...

 

 

 

Tardo ed inutile il ripensamento di Einstein a guerra finita, come vane ed utopiche saranno le sue pressioni per un disarmo nucleare e l'istituzione di un governo mondiale: gli ex alleati contro il Nazismo diventeranno e resteranno per mezzo secolo i nemici acerrimi della cosiddetta "guerra fredda", due blocchi internazionali uno Ovest con Stati Uniti, NATO e relativi "paesi amici" ed uno Est con Unione Sovietica, Patto di Varsavia e relativi "paesi amici", che con la cosiddetta "Crisi di Cuba" dell'ottobre 1962 sfiora di fatto una Terza Guerra Mondiale di apocalittiche conseguenze - la guerra atomica.

 

Di fatto la guerra fredda non è poi così "fredda": include una serie senza fine di conflitti armati, come quello di Corea, del Vietnam, gli scontri senza fronte dell'America Centrale e dell'America Latina, l'invasione sovietica dell'Afganistan con la creazione finanziata dalla CIA americana di quei movimenti di guerriglia facenti capo ad Osama bin Laden, i quali dopo gli attacchi suicidi di al-Qa'ida dell'11 settembre 2001, saranno dagli stessi Stati Uniti definiti "terroristici" ed ancora oggi combattuti, sotto le mutanti bandiere di un susseguirsi di nuove crociate, senza alcun successo - anzi...

 

Mai ha intelligenza umana raggiunto picchi e baratri come questi, mai ha prepotenza umana disposto di armi così distruttive ed autodistruttive!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tokyo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La più tremenda tempesta di fuoco della storia – Su un milione e mezzo di civili inermi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I bombardamenti della capitale giapponese Tokyo ad opera dell'Aviazione Militare degli degli Stati Uniti d'Americato avvengono ad ondate durante la Campagna del Pacifico della Seconda Guerra Mondiale e rappresentano il più crudele e distruttivo bombardamento con armi "convenzionali" di una città della storia.

 

Iniziano già nel 1942, quando il 18 aprile sedici bombardieri B-25 della USS Hornet attaccano in un'azione evidentemente troppo prematura anche Yokohama: nessuno degli aerei sopravviverà al raid né raggiungerà mai le previste basi cinesi, tranne uno che riuscirà a portare a termine un atterraggio di fortuna nell'Unione Sovietica.

 

Poi entrano sulla scena i B-29, con un raggio di azione di oltre 6.000 km e capacità di volo a bassa quota, seminando terrore e morte con tappeti di bombe incendiarie: la notte tra il 24 ed il 25 febbraio 1945 ben 174 bombardieri B-29 letteralmente distruggono un'area di 3 chilometri quadrati nel centro cittadino - solo un test per verificarne l'incendiabilità.

 

Due settimane dopo, la notte tra il 9 ed il 10 marzo 1945, addirittura 279 bombardieri B-29 in poche ore sganciano su Tokyo qualcosa come 1.700 tonnellate di bombe incendiarie, distruggendo questa volta un'area di 41 chilometri quadrati della città ed innescando consapevolmente una delle peggiori tempeste di fuoco della storia, la quale ucciderà in modo disumano oltre 100.000 abitanti propagandisticamente calcolati ad un ridicolo ribasso, come già in Germania, ad Amburgo (9.000 tonnellate di bombe, di cui circa la metà incendiarie, con oltre 50.000 morti) e a Dresda (più di 2.700 tonnellate di bombe, di cui 70% incendiarie, i morti che si possono accertare 135.000, ma di fatto stimati a circa 200.000).

 

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Questo significa un numero di vittime a Tokyo di lunga superiore a quello delle morti immediate a seguito delle criminali esplosioni nucleari su Hiroshima e Nagasaki (gli stessi vertici militari statunitensi quantificheranno a livello di calcolo teorico i danni inflitti al nemico in 88.000 morti, 41.000 feriti, 1.000.000 di senzatetto, in contraddizione però con i rapporti dei Pompieri di Tokyo da cui risultano 97.000 morti accertati e 125.000 feriti e mentre la Polizia Municipale della città calcola 124.711 vittime tra morti e feriti e 286.358 edifici pubblici e case private rasi al suolo).

 

Da considerare come sia le Autorità Americane sia quelle Giapponesi abbiano loro distinti interessi a minimizzare il numero delle morti civili di fronte all'opinione pubblica dei rispettivi paesi e del mondo intero - di fatto, risalendo alla documentata densità residenziale media della Tokyo di allora di 103.000 abitanti per miglio quadrato, con picchi fino a 135.000 abitanti (la densità di popolazione più alta delle città industrializzate del mondo all'epoca), e moltiplicandola per le 15,8 miglia quadrate (pari ai 41 chilometri quadrati) altrettatto documentatamente annientate, in una Tokyo prevalentemente di legno, la tempesta di fuoco colpisce dilagando rapidissima, alimentata dai forti venti meteorologicamente registrati e documentati (non una coincidenza ma una precisa quanto cinica scelta militare per arrecare il maggior "danno" possibile!), colpisce in realtà una popolazione di circa 1 milione e mezzo di abitanti, bloccandone ogni eventuale fuga, decine e centinaia di migliaia di persone intrappolate tra invalicabili mura di fiamme ed un incredibile sviluppo della temperatura dell'aria al centro dell'area colpita fino a 1.600 gradi centigradi e addirittura oltre!

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Le principali missioni dei B-29 su Tokyo:

 

- 19 febbraio 1945 

119 bombardieri pesanti B-29 colpiscono il porto e l'area urbana;

 

- 25 febbraio 1945 

174 bombardieri B-29 sganciano bombe incendiarie distruggendo circa 28.000 edifici;

 

- 4 marzo 1945 

159 bombardieri B-29 colpiscono l'area urbana;

 

- 10 marzo 1945 

279 (334?) bombardieri B-29 nella cosiddetta Operazione "Meetinghouse" sganciano enormi quantità di bombe incendiarie distruggendo 267.000 edifici, pari al 25% della città ed uccidendo circa "100.000" civili;

 

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Sopra, una foto aerea della città di Tokyo prima dei criminali bombardamenti incendiari del 9-10 marzo1945.

 

 

Sopra, quel che resta della città dopo l'apocalittica tempesta di fuoco: le zone annerite sono letteralmente ridotte in cenere.

 

 

 

- 2 aprile 1945 

oltre 100 bombardieri B-29 colpiscono la fabbrica di aerei Nakajima;

 

- 3 aprile 1945 

68 bombardieri B-29 bombardano la fabbrica di aerei Koizumi e l'area urbana;

 

- 7 aprile 1945 

101 bombardieri B-29 colpiscono di nuovo la fabbrica di aerei Nakajima;

 

- 13 aprile 1945 

330 bombardieri B-29 bombardano la zona dell'arsenale;

 

- 15 aprile 1945 

109  bombardieri B-29 colpiscono l'area urbana;

 

- 24 maggio 1945 

520 (!) bombardieri B-29 bombardano sia la zona industriale che l'area residenziale a sud del Palazzo Imperiale;

 

- 26 maggio 1945 

464 (!) bombardieri B-29 colpiscono l'area urbana a ridosso del lato sud del Palazzo Imperiale;

 

- 20 luglio 1945 

un solo B-29 in missione speciale sgancia una cosiddetta bomba "Pumpkin", letteralmente "zucca", una bomba convenzionale ma ad altissimo potere esplosivo sviluppata dal Progetto "Manhattan" della bomba atomica, contro il Palazzo Imperiale mancandolo - di questo tipo di bombe ne vengono prodotte 486 di cui 49 sganciate sul Giappone;

 

- 8 agosto 1945 

due giorni dopo la prima esplosione nucleare su Hiroshima, circa 60 bombardieri B-29 colpiscono nuovamente la fabbrica di aerei e l'arsenale di Tokyo;

 

- 10 agosto 1945 

il giorno dopo la seconda esplosione nucleare su Nagasaki, 70 bombardieri B-29 bombardano a tappeto quello che resta del complesso dell'arsenale.

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Oltre ai raid dei B-29 la città di Tokyo viene anche bombardata da più leggeri bombardieri bimotori e da cacciabombardieri.

 

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale oltre metà dell'intera capitale risulterà completamente distrutta: ma Tokyo non basta!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Se non capisci il mio silenzio, come capirai le mie parole?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hiroshima – Ground Zero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra e sotto, la città giapponese di Hiroshima con il Ground Zero dell'esplosione atomica del 6 agosto 1945.

 

 

 

 

 

Distanza da Ground Zero

 

0-1 km

 

1-2,5 km

 

2,5-5 km

 

Totale

 

Popolazione

 

  31.200

 

144.800

 

   80.300

 

256.300

 

Morti immediati

 

circa 26.800 (86%)

 

circa 39.100 (27%)

 

circa   1.600 (  2%)

 

circa 67.500 (27%)

 

Feriti

 

circa   3.100 (10%)

 

circa 53.600 (37%)

 

circa 20.100 (25%)

 

circa 76.800 (30%)

 

 

 

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Sopra, una delle "ombre" sui muri di di Hiroshima - quello che resta di persone ed oggetti colpiti dalle più intense radiazioni atomiche nelle immediate vicinanze di Ground Zero.

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Nagasaki – Ground Zero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il centro della città giapponese di Nagasaki, sopra prima, e, sotto, dopo l'esplosione atomica del 9 agosto 1945.

 

 

Sotto il centro centro di Nagasaki con il Ground Zero dell'esplosione atomica del 9 agosto 1945.

 

 

 

 

 

Distanza da Ground Zero

 

0-1 km

 

1-2,5 km

 

2,5-5 km

 

Totale

 

Popolazione

 

  30.900

 

  27.700

 

115.200

 

173.800

 

Morti immediati

 

circa 27.200 (88%)

 

circa   9.400 (34%)

 

circa 12.700 (11%)

 

circa 39.300 (28%)

 

Feriti

 

circa   1.900 (  6%)

 

circa   8.000 (29%)

 

circa 11.500 (10%)

 

circa 21.400 (12%)

 

 

 

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Sopra, un'altra "ombra" su una scalinata di pietra a Nagasaki - si percepiscono appena i contorni della persona che vi stava seduta, completamente "svanita" nella tempesta atomica che investe Ground Zero.

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Ma questi NON sono crimini di guerra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il genocidio al fosforo bianco degli abitanti di Tokyo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le superfortezze volanti da bombardamento appaiono per la prima volta sui cieli di Tokyo già il 1 novembre 1944, un solitario B-29 a 35.000 piedi di altezza, circa 12.500 metri, fuori cioè dal tiro dell'antiaerea giapponese: non sgancia bombe, è in missione di ricognizione.

 

Ma a cominciare dalla fine del mese tornano in massa e questa volta per bombardare, ma sempre ad altezza di sicurezza, quindi imprecisi sui loro bersagli: da qui il drastico cambiamento di tattica, il volo notturno, a bassa quota, con un carico di bombe altamente esplosive miste a bombe incendiarie, con l'obiettivo preciso di trasformare il fitto abitato di case di legno della sovrappopolata città in un vero inferno, cioè riutilizzando e perfezionando le precedenti esperienze sulla Germania nell'innescare la più terribile, inumana e distruttiva delle armi - una "tempesta di fuoco"!

 

 

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Gli Alleati conoscono bene il fenomeno della tempesta di fuoco, la tecnica per iniziarlo ed i suoi incontrollabili effetti, lo hanno studiato da quando gli Inglesi bombardano la città tedesca di Amburgo nell'estate 1943: accendere numerosissimi focolai con bombe incendiarie a tappeto, lasciare che i venti li riuniscano in un unico indomabile incendio, tale da raggiungere così alte temperature fino ad autoalimentarsi, tale da generare una immensa colonna di aria incandescente, un tornado artificiale di fuoco, con vortici capaci di risucchiare letteralmente tutto l'ossigeno dall'aria, bombardando aree sempre più estese con una grandinata di fuoco, bruciando quindi edifici e persone dall'alto, soffocando inesorabilmente le sue vittime dal basso - l'infiammabilità di Tokyo è il test i cui risultati serviranno a definire le quantità di bombe incendiare da sganciare su tutte le altre città giapponesi...

 

Per aver successo l'incendio genocida di una città non può improvvisarsi come il raptus di un piromane, deve essere pianificato con militare meticolosità: un raid incendiario necessita di condizioni meteorologiche "ideali", ad includere due essenziali presupposti - aria secca o a bassissima percentuale di umidità e venti consistenti, tali da trasportare le fiamme ed i frammenti incandescenti il più lontano ed il più rapidamente possibile.

 

 

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Ed i bollettini meteorologici predicono queste condizioni su Tokyo per la notte tra il 9 e il 10 marzo 1945: un'altra vergognosa data da infamia!

 

Una vera armata volante dell'Apocalisse forte di 334 bombardieri pesanti B-29, tutti appartenenti alla US Air Force, viene fatta decollare con ciascun aereo completamente svuotato di tutte le ordinarie dotazioni di munizioni ed armi di difesa a bordo, per poter dar spazio nella fusoliera al più alto numero di bombe incendiarie possibile: i primi killer raggiungeranno i cieli di Tokyo nella prima serata del 9 marzo, appena fatto buio, dando inizio ad una interminabile, macabra quanto criminale processione di sterminio fino all'alba del 10.

 

Già gli incendi provocati dalla prima ondata saranno visibili a 250 km di distanza: è la totale devastazione di un'area centrale di oltre 40 chilometri quadrati, in pratica mezza città, ridotta in cenere, il premeditato massacro dei suoi abitanti in un numero stimato tra 80.000 e 200.000 persone.

 

 

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Dovunque ci siano canali, la gente in fuga vi si getta e i più affogano, negli acquitrini aspettano ammassati con la bocca appena fuori dell'acqua, ma ugualmente a migliaia vi soffocano asfissiati dalla mancanza di ossigeno nell'aria bollente e dal fumo.

Dove il calore è più intenso
i corpi delle vittime prendono a ribollire mentre sono ancora vive, i numerosi ponti sono presi d'assalto ma i parapetti di ferro cui disperatamente ci si aggrappa si arroventano, e sono grappoli umani a sparire giù nella corrente uno dopo l'altro.

A migliaia ci si ammassa in
parchi e giardini cercando illusorio scampo, ma si finisce per calpestarsi a vicenda o si viene irresistibilmente spinti nel fiume dalla crescente pressione della folla che vi si accalca: i corpi di migliaia e migliaia di affogati saranno trascinati fino all'estuario del Sumida.

Senza numero i cadaveri carbonizzati o inceneriti nella metà bruciata della città: gli unici passaggi rimasti verso molti dei suoi settori sono letteralmente bloccati dall'intasamento di intere folle di abitanti in fuga incenerite in un'unica massa impenetrabile.
 

 

Indubbiamente un altro in quella che sarà una lunga serie di "successi": Amburgo, Dresda, Tokyo, Hanoi, Falluja...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il genocidio atomico degli abitanti di Hiroshima e Nagasaki

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due bombe inutili?

 

Il Giappone cerca attivamente una mediazione sovietica per terminare la guerra, gli americani lo sanno.

 

Il Giappone è sconfitto, la sua gloriosa Flotta Militare ha cessato di esistere, la sua Aviazione Militare si è immolata, solo che i Giapponesi ancora non conoscono lo scontato esito della guerra e chi lo conosce, i militari, ha difficoltà ad ammetterlo.

 

La propaganda presenta addirittura all'opinione giapponese la battaglia dell'Isola Midway come una vittoria, poi cade Okinawa e si fa più difficile, quasi impossibile, continuare a negare: con i regolari bombardamenti delle città giapponesi la verità si propone crudamente anche alla popolazione.

 

Gli 83 giorni della battaglia di Okinawa costano agli Alleati 250.000 caduti e 110.000 ai Giapponesi, oltre che 7.800 aerei e 16 navi da guerra: quindi una tentata invasione di Kyushu sarebbe certamente stata ancora più catastrofale, con la difesa ancora più fanatica dell'isola madre della nazione giapponese.

 

Questo scenario deve certo influire pesantemente sulla decisione di usare la nuova arma atomica con l'argomento ufficiale di "salvare vite", ma solo americane: poi c'è l'atomica  presentata addirittura come più "umana" dei raid su Tokyo, con meno morti ed una traumatizzante dimostrazione di strapotenza, e, come se non bastasse, l'argomento chiave del "test mancante" - sarà questa bomba fatta esplodere una sola volta in condizioni di laboratorio in un area deserta veramente così potente e distruttiva?

 

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Una dimostrazione "dal vero" di una sola bomba capace di seminare tale distruzione da cui non ci si può proteggere serve anche come monito a tutte le altre forze belligeranti, nemiche ed amiche: la guerra è guerra, è già immorale di per se, uccidere centinaia di migliaia di persone con una sola bomba o con migliaia è sempre uccidere, come ucciderne una sola con una pallottola in fronte, e se i Tedeschi o i Giapponesi fossero arrivati all'atomica prima degli Americani sicuramente l'avrebbero usata...

 

E poi dato che le circostanze offrono un'occasione così irrepetibilmente legittimabile, perché non sperimentarne una di ogni tipo: una all'uranio e una al plutonio?

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Comunque sia, la logica della guerra porta l'Enola Gay a lasciare l'Isola di Tinian il 6 agosto 1945: questo bombardiere B-29 americano alle ore 8 e 16 minuti del mattino andrà a scrivere la sua pagina di storia con il sangue di centinaia di migliaia di abitanti di Hiroshima (solo perché la città è rimasta pressoché intatta durante la guerra e sarà così possibile misurare i danni provocati dalla bomba con più precisione!) e con l'Uranio 235 di una bomba chiamata vezzosamente "Bambino", Little Boy, di tipo di innesco "a pistola" - tutto in un istante, ma con conseguenze per generazioni e generazioni a venire - sarà per questo che il co-pilota, Capitano Robert Lewis, esclama "Mio Dio, cosa abbiamo fatto?".

 

 

 

E la medesima logica pazienta tre giorni prima che anche il Bock's Car, un altro bombardiere B-29 americano lasci l'Isola di Tinian e si diriga a Nagasaki il 9 agosto 1945: il suo carico un'altra bomba, scherzosamente battezzata "Ciccione", Fat Man, questa al Plutonio e con un meccanismo di innesco di tipo "a implosione" - altra pagina di gloria viene scritta alle ore 11 e 2 minuti del mattino, quasi ora di pranzo per i 286.000 abitanti di della città, un pranzo che i 74.000 morti immediati e le 75.000 vittime gravemente colpite dalle radiazioni atomiche non consumeranno mai, un pensiero che chissà se avrà attraversato la mente del pilota, il Maggiore Charles Sweeney, anche se professionalmente molto incazzato per aver mancato di 3 chilometri il bersaglio primario...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le foto degli orrori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo oltre 60 anni la realtà documentata del dopo-bomba ad Hiroshima

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Giù le mani dalla storia!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia non si cancella - se non prima certamente poi, arriva il momento in cui bisogna fare i conti con la storia: chi cancella la propria storia, cancella se stesso!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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