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Cultura e società
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La canzone di questo sito – Approfondimento |
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(Abbi pazienza ed aspetta il caricamento dell'audio: dipende anche dalla qualità della tua connessione...)
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Carne da cannone |
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Sulla strada di casa mia
due
nomi e due fiori hanno un desiderio:
per far
nascere un nuovo pensiero!
l'esercito dei manipolati,
di
plagiatori ben allenati...
di
conquistare senza ritegno,
e
consumato ogni compromesso!
in
prima linea col falso ideale,
abbattuti a poco a poco...
Possono
forte chiamare il mio nome:
non
sarò carne da cannone!
ragazzi
uccisi senza ragione
siamo
carne da cannone...
ci ha
rubato la primavera,
della
paura e della miseria!
ha
stipulato un tacito accordo:
sia
contemplato un soldato morto...
Nella
trincea come un animale
come un
feticcio da trucidare:
per
sopravvivere e disperare.
la
stessa bocca per parlare...
Possono
forte chiamare il mio nome:
non
sarò carne da cannone!
ragazzi
uccisi senza ragione
siamo
carne da cannone...
con
poca voglia di perdonare.
ci puoi
sentire cantare nel vento!
macchia
la terra come l'inchiostro, pieno di voci da ascoltare...
Io non sarò all'appuntamento!
Possono
forte chiamare il mio nome:
non
sarò carne da cannone!
ragazzi
uccisi senza ragione
siamo
carne da cannone...
possono
forte chiamare il mio nome... carne da cannone!
Picchia la terra con un bastone!
possono forte chiamare il mio nome... carne da cannone!
Picchia la terra con un bastone!
possono forte chiamare il mio nome! carne da cannone!
Picchia la terra con un bastone!
Possono
forte chiamare il mio nome! Carne da cannone!!! |
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Casa del Vento |
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Da quando il gruppo aretino nasce nel 1991, agli inizi come "Teach na Gaothe" con musica folk irish - in irlandese Gaeilge o "gaelico" il nome significa appunto "Casa del vento", un lungo percorso di note e di impegno: calca i palchi di tutta Italia prima di arrivare alla produzione discografica quando, solo nel 2000, autoproduce il CD “Senza Bandiera”, un condensato del meglio del loro cammino musicale fino ad allora, frutto di impegno e passione politica espressi in un folk rock molto contaminato.
Nel 2001 arriva il primo progetto importante: la collaborazione con Cisco Bellotti, voce dei Modena City Ramblers, da cui esce "‘900" o "Novecento", prodotto dalla Mescal a nome “Cisco e la Casa del Vento” - pezzi del vecchio CD autoprodotto e nuovi, poi il gruppo torna a camminare sulla propria via con due nuovi, importanti progetti nel 2002 - "Genova chiama" e "Pane e rose".
L’idea di "Genova chiama" scaturisce dall’impegno personale di alcuni membri del gruppo contro il "modello di globalizzazione neoliberista", nel movimento critico impropriamente e arbitrariamente definito “No global”: l'attualità dei drammatici eventi in occasione del G8 di Genova, un intreccio di tragedia e speranza, il quale non può non lasciare una traccia profonda nella creatività poetica del gruppo, e la battaglia per l'Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, dopo l'ennesimo attacco ai loro duramente conquistati diritti, in "Hermanos, hermanos!", un'esortazione a chi in fabbrica passa una vita dimenticato dal mondo.
“Genova Chiama”, che viene definito l’inno del movimento, e la ballata “Canzone di Carlo” a onorare la memoria di Carlo Giuliani, ucciso il 20 luglio 2001, portano all'idea di un CD per il Forum Sociale Italiano, i proventi dalla cui vendita vanno a sostenere il finanziamento del Forum Sociale Europeo di Firenze del novembre 2002.
Il titolo del secondo progetto - “Pane e Rose” - non solo riferisce all’omonimo film di Ken Loach, ma richiama al movimento di protesta americano che reclama sì il diritto alla propria dignità - "il pane", ma anche il sacrosanto diritto alla dolcezza - "le rose": volontà risoluta di non piegarsi alle ingiustizie del modello di sviluppo neoliberista e voglia di seguire la tenerezza dei propri sogni, valore della memoria e amore per l’intercultura, rifiuto della guerra e costruzione di un mondo migliore - una voce di speranza e allo stesso di denuncia!
Nel 2004 “Al di là degli alberi”, un album carico di emozioni ed energia, “Sessant'anni di Resistenza”, dedicato alla Resistenza antifascista ad Arezzo, ed il singolo “Good morning, Baghdad” in collaborazione con lo scrittore bolognese Stefano Tassinari, vice direttore dell’associazione Scrittori di Bologna: il suo “I segni sulla pelle”, Marco Tropea Editore, in cui racconta la storia di una giovane giornalista presente al G8 di Genova diventa canzone.
Il 2006 porta “Il grande niente”, più ballabile e decisamente in controtendenza con lo stile del gruppo.
Nel 2008 “Il Fuoco e la Neve”, una doppia antologia che raccoglie le due facce dell'anima del gruppo: nel “Fuoco” quella urlante, rabbioso, desideroso di giustizia ed equità (nel CD canzoni storiche come “Carne da cannone”, “Novecento” ed “Hermanos, Hermanos!” e più recenti come “Ala sinistra”, “La meglio gioventù” e “Il grande niente”) mentre nella “Neve” quella dolce, tenera e sognante, alla ricerca di una armonia necessaria in un mondo così incerto: malinconie, calore d'un incontro, amori perduti, amore per le nuove vite, vite spezzate, viaggi ed esigenza di “perdersi” in vecchie ballate come “Inishmore”, “Pioggia nera”, “La canzone di Carlo”, “Notte di San Severo” e più recenti come “Il fiore del male” (lettera a Pasolini), “Alla fine della terra”, “L’amore infinito” e “Un giorno”.
Come loro stessi dicono, "la Casa del Vento è abitata da" (in ordine alfabetico):
Massimiliano Gregorio, basso elettrico Luca Lanzi, voce e chitarre acustiche Sauro Lanzi, fisarmonica, fiati (tromba, trombone, tin whistle o pennywhistle - in gaelico "feadòg" o "feadóg stáin", un flauto a fischietto con sei fori normalmente di latta, tipico della musica popolare irlandese), pianoforte e organo Fabrizio Morganti, batteria e percussioni Patrick Wright, violino e mandolino, fino a quando lascia il gruppo nel 2006 e Andreas Petermann, violino e viola, lo sostituisce. |
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