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La progettualità di UnionTuscia – Nel nostro piccolo possiamo fare grandi cose

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo, Bruno Panunzi e UnionTuscia: la Redazione ringrazia gli autori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il principio di sussidiarietà (continua)

Un diritto-dovere costituzionale non applicato (continua)

Il principio di sussidiarietà nel Diritto Comunitario dell'Unione Europea

 

Il principio di sussidiarietà
Un diritto-dovere costituzionale non applicato
Le origini storico-culturali del principio di sussidiarietà
I significati essenziali del principio di sussidiarietà
Il principio di sussidiarietà nella Costituzione della Repubblica Italiana
Il principio di sussidiarietà nel Diritto Comunitario dell'Unione Europea
Caso eclatante di un calpestato principio di sussidiarietà

 

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Il principio di sussidiarietà (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un diritto-dovere costituzionale non applicato (continua)  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il principio di sussidiarietà nel Diritto Comunitario dell'Unione Europea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il principio di sussidiarietà è anche entrato a far parte dell'ordinamento giuridico italiano attraverso il Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, che lo ha qualificato come principio cardine dell'Unione Europea.

 

Il principio di sussidiarietà viene così richiamato nel preambolo del Trattato:

 

"[...] Decisi a portare avanti il processo di creazione di un'unione sempre più stretta fra i popoli dell'Europa, in cui le decisioni siano prese il più vicino possibile ai cittadini, conformemente al principio della sussidiarietà."

 

 

Il principio di sussidiarietà riguarda quindi i rapporti tra Stato e società ed é un fondamentale principio di libertà e di democrazia, cardine della nostra concezione dello Stato.

 

 

Il principio si articola in tre livelli:

 

 

 

 

 

- non faccia lo Stato ciò che i cittadini possono fare da soli, cioè le Istituzioni devono creare le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali - come la famiglia, le associazioni, i gruppi organizzati, in una parola i cosiddetti "corpi intermedi" - di agire liberamente e non devono sostituirvisi nelle loro attività, perché la persona e le altre componenti della società vengono "prima" dello Stato, ma, essendo l'uomo principio, soggetto e fine della società, gli ordinamenti statali devono essere al suo servizio, anzi, proprio per questo, le Istituzioni devono fare in modo che i singoli e i gruppi possano impegnare la propria creatività, iniziativa e responsabilità, impostando ogni ambito della propria vita come meglio credono, risolvendo da soli i propri problemi, nel massimo di libertà, di democrazia e di responsabilità, sia personale che collettiva;

 

- lo Stato deve intervenire solo quando i singoli e i gruppi che compongono la società non sono in grado di farcela da soli, cioè ogni intervento deve essere temporaneo, solo per il tempo necessario a consentire ai corpi sociali di tornare ad essere indipendenti, recuperando le proprie autonome capacità originarie;

 

- l'intervento sussidiario pubblico deve comunque essere portato dal livello amministrativo più vicino al cittadino, quindi, in caso di necessità, il primo ad agire è il Comune, solo se questo non può risolvere il problema, interviene la Provincia, quindi la Regione, poi lo Stato centrale ed, infine, l'Unione Europea, una gradualità d'intervento che garantisce efficacia ed efficienza, libera lo Stato da sovraccarichi e consente al cittadino di controllare nel modo più diretto possibile, con uno Stato davvero al servizio del cittadino, un cittadino attivo ed autonomo, non un suddito passivo e sempre bisognoso di assistenza.

 

 

Il principio viene esplicitamente sancito dall'articolo 5 di tale Trattato - come modificato a seguito dell'introduzione, il 1 febbraio 2003 del Trattato di Nizza - che richiama la sussidiarietà come principio regolatore dei rapporti tra Unione e stati membri.