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Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo, Bruno Panunzi e UnionTuscia: la Redazione ringrazia gli autori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il principio di sussidiarietà (continua)

Un diritto-dovere costituzionale non applicato (continua)

Il principio di sussidiarietà nella Costituzione della Repubblica Italiana

 

Il principio di sussidiarietà
Un diritto-dovere costituzionale non applicato
Le origini storico-culturali del principio di sussidiarietà
I significati essenziali del principio di sussidiarietà
Il principio di sussidiarietà nella Costituzione della Repubblica Italiana
Il principio di sussidiarietà nel Diritto Comunitario dell'Unione Europea
Caso eclatante di un calpestato principio di sussidiarietà

 

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Il principio di sussidiarietà (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un diritto-dovere costituzionale non applicato (continua)  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il principio di sussidiarietà nella Costituzione della Repubblica Italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il principio di sussidiarietà, sostituisce il precedente "principio del parallelismo", secondo cui spettava allo Stato e alle Regioni la potestà amministrativa in tutti gli ambiti per i quali esercitavano la potestà legislativa.

 

Il principio di sussidiarietà è recepito nell'ordinamento dello Stato Italiano con l'articolo 118 della nostra Costituzione:

 

"[...] Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà."

 

 

Tale principio implica che:

 

- le diverse istituzioni, nazionali come sovranazionali, devono tendere a creare le condizioni che permettono alla persona e alle aggregazioni sociali - i cosiddetti "corpi intermedi": famiglia, associazioni, partiti - di agire liberamente, senza sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività, cioè un'entità di livello superiore non può agire in situazioni nelle quali l'entità di livello inferiore - quindi, da ultimo, il cittadino - è in grado di agire per proprio conto;

 

 

 

 

 

- l'intervento dell'entità di livello superiore, qualora necessario, deve comunque essere temporaneo e teso a restituire l'autonomia d'azione all'entità di livello inferiore, quindi, da ultimo, al cittadino;

 

- l'intervento pubblico va sempre attuato quanto più vicino possibile al cittadino, garantendo cioè che ci sia la più immediata prossimità del livello decisionale a quello di attuazione.

 

 

Il principio di sussidiarietà deve quindi essere visto sotto un duplice aspetto:

 

- in senso verticale, la ripartizione gerarchica delle competenze deve essere spostata verso gli enti più vicini al cittadino e, di conseguenza, ai bisogni del territorio;

 

- in senso orizzontale, al cittadino, sia come singolo che attraverso i corpi intermedi, deve essere garantita la possibilità di cooperare con le Istituzioni nel definire gli interventi che vanno ad incidere sulle realtà sociali a lui più prossime.