Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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La progettualità di UnionTuscia – Nel nostro piccolo possiamo fare grandi cose

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il boom dell'“incubazione” (continua)

Storia e profili degli incubatori

 

Il boom dell'“incubazione”
Un fenomeno che nasce in America
Un nuovo business a livello mondiale
Incubatori come "acceleratori" d'impresa"
Veri incubatori e non
Un programma di incubazione fa la differenza?
Storia e profili degli incubatori
I BIC Europei

 

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Il boom dell'“incubazione” (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un fenomeno che nasce in America (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia e profili degli incubatori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche se la storia degli incubatori inizia negli Stati Uniti circa 50 anni fa, con The Batavia Industrial Center, comunemente conosciuto come il primo incubatore d'impresa aperto a Batavia, nello Stato di New York, nel 1959, questo modello non attrae l'attenzione di molte comunità locali prima degli anni '70 se nel 1980 operano negli U.S.A. solo 12 incubatori (!), ma come "fenomeno" esplode e diventa tendenza di massa, emulato in Europa e nel resto del mondo, attraverso l'attenzione dei massmedia per internet, tra il 1999 ed il 2001: ad ottobre 2006 si contano in tutto il mondo oltre 5.000 incubatori d'impresa, di cui ben 1.400 solo negli Stati Uniti - indubbiamente una nuova industria e di per se un nuovo business.

 

 

Prendendo gli Stati Uniti ad esempio statisticamente significativo:

 

- circa il 90% degli incubatori sono organizzazioni "non-profit", finalizzate esclusivamente allo sviluppo economico locale;

 

- il restante 10% sono invece entità "for-profit", i cui proprietari ed azionisti si aspettano un ritorno economico sull'investimento.

 

 

 

 

 

 

Classificando poi gli incubatori secondo il target, si ottiene che:

 

- il 47% sono "mixed-use" e danno supporto a imprese nascenti,

- il 37% focalizzano su business tecnologici,

- il   7% assistono imprese manifatturiere,

- il   6% si dedicano a imprese di servizi,

 

- il   3% concentrano la propria azione su progetti di rivitalizzazione di comunità locali o mercati di nicchia.

 

 

Mentre classificando ulteriormente gli incubatori di impresa secondo il loro bacino socio-geografico:

 

- il 44% ha clienti da aree urbane,

- il 31% ospita imprese di aree rurali,

- il 16% attrae imprenditori da aree suburbane,

- il   9% ha clienti da fuori territorio.