Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

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La progettualità di UnionTuscia – Nel nostro piccolo possiamo fare grandi cose

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il boom dell'“incubazione” (continua)

Un fenomeno che nasce in America (continua)

Un programma di incubazione fa la differenza?

 

Il boom dell'“incubazione”
Un fenomeno che nasce in America
Un nuovo business a livello mondiale
Incubatori come "acceleratori" d'impresa"
Veri incubatori e non
Un programma di incubazione fa la differenza?
Storia e profili degli incubatori
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Il boom dell'“incubazione” (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un fenomeno che nasce in America (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un programma di incubazione fa la differenza?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quale sia la vera natura e dimensione degli effetti quantitativi e qualitativi dell'incubatore d'impresa sulle nuove aziende non è facile da dirsi.

 

E viene da domandarsi se gli incubatori siano realmente "tutti uguali" o, in caso contrario, quale tipo di incubatore sia il più efficace in un dato contesto imprenditoriale: perché, al di là di ogni dubbio, questo degli incubatori è di per se un nuovo business e un'altro strumento da tasformare facilmente in un piccolo o grande nuovo centro di potere - un altro!

 

 

Chi valuta i risultati di un incubatore e secondo quali criteri e parametri?

 

Le principali e più comuni finalità per un programma locale di incubazione sono fin dai suoi inizi storici:

 

- la creazione di nuova occupazione in una comunità;

 

- la rivitalizzazione dello spirito inprenditoriale di una comunità;

 

- il mantenimento in loco di attività che rischierebbero di essere rilocate;

 

- la crescita, l'accelerazione o il consolidamento delle attività di industrie locali, anche attraverso l'introduzione di nuove tecnologie;

 

- la diversificazione dei processi produttivi locali.

 

 

 

 

 

Questi ultimi obiettivi vengono particolarmente prioritati per quanto riguarda la diversificazione di economie prevalentemente rurali, trasferendo nuove tecnologie innovative dalle università e da industrie di avanguardia.

 

 

I primi programmi di incubazione comprendono e riguardano una grande varietà di industrie altamente tecnologiche o una combinazione di industria leggera, tecnologia e imrese di servizi - oggi appunto definiti come "incubatori misti".

 

Più recentemente nuovi programmi di incubazione focalizzano settori produttivi omogenei, come industrie alimentari, farmaceutiche, aeronautico-spaziali o informatiche, oppure ceramica, legno, vetro-cristallo, pietre e metalli  preziosi, artigianato di diversi tipi.

 

 

Gli incubatori hanno poi finito per supportare soprattutto la creazione di microimprese femminili o giovanili, con finalità di cura o protezione dell'ambiente e di telecomunicazione o telepromozione.

 

Di sicuro per avere successo un qualsiasi programma di incubazione d'impresa deve poggiarsi su un qualitativo studio di fattibilità, in modo da garantire che ogni progetto proposto abbia a sua volta accesso ad un mercato solido, un sano finanziamento ed un forte supporto da parte della comunità – tutti fattori critici.

 

 

Una volta che l'azione dell'incubatore si sia ben integrata con i piani di sviluppo locali, devono essere creati dei modelli di incubazione d'impresa che facciano chiaro riferimento e prendano ispirazione dalle "best practices" o le "migliori esperienze" ovvero modelli di ottimizzazione gestionale dell'industria, come sostenibilità finanziaria, reclutamento di dirigenti altamente qualificati, personale altrettanto idoneo, una cultura aziendale orientata alla gratificazione del cliente.