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UnionTuscia™, l'Unione degli Imprenditori della Tuscia Romana™

La progettualità di UnionTuscia – Perché fare impresa è cultura, ovvero perché lo torni ad essere!

Il materiale originale in questa pagina è © Bruno Panunzi, Luciano Russo e UnionTuscia: la Redazione ringrazia gli autori per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

Opifex Tusciae™

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pagina di ingresso

Pagina di copertina

Mappa di Impresa

Mappa del portale

 

  In questa pagina 

Progetto di formazione nell’ambito di PianetaTuscia™

Italiani Un popolo di santi e di poeti

Un popolo di de-formati

Che pizza, ragazzi!

Pensare non fa mai male

C’è un mondo che t’aspetta

Un popolo senza lavoro?

Cinque minuti a mezzanotte...

UnionTuscia propone

 

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TerSo Mondo™

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Terre di Tuscia

 

  Approfondimento 

Il marketing territoriale – Perché e come promuovere la Tuscia Romana

Il boom dell'“incubazione”

Il principio di sussidiarietà

La Scuola Imprenditoriale delle Arti e dei Mestieri della Tuscia Romana

 

 

 

 

 

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

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Progetto di formazione nell’ambito di PianetaTuscia™

 

 

 

 

 

 

 

Italiani Un popolo di santi e di poeti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Un popolo di Poeti, di Artisti, di Eroi, di Santi, di Pensatori, di Scienziati, di Navigatori, di Trasmigratori": retorica politica a parte, la monumentale scritta sulla facciata del cosiddetto "Colosseo Quadrato" dell'E.U.R., a Roma, declama un patrimonio culturale, oggettivamente tra i più ricchi un popolo abbia mai creato o ereditato.

 

Santi e poeti: ma soprattutto un popolo di "intraprenditori", di grandi lavoratori e di imprenditori di successo, perché la creatività, questa nostra capacità di “costruire”, nel senso più lato, positivo e bello della parola, ci è riconosciuta da sempre nel mondo.

Basti pensare al “Made in Italy”, alla qualità del nostro design industriale, all'alta moda.

 

Chi ha avuto la fortuna di aprire i suoi occhi alla vita in una terra benedetta come questa, non può essere che un artista “nato”.

 

Poi naturalmente c’è tutto il resto o, meglio, manca tutto il resto...

 

E allora ognuno a modo suo, nel suo mondo, diventa virtuoso soprattutto nell’arte di arrangiarsi, in quella di sopravvivere, si affida a conoscenze, a scorciatoie e raccomandazioni, predestinata preda di una mentalità clientelare, che mette presto radice, si consolida e per sempre soffoca i doni dell’intelligenza e dell’intraprendenza, a favore di “qualità” di seconda mano, come furbizia e comodo.

 

La disillusione e la rassegnazione che ne conseguono, particolarmente nei giovani, o l’aguzzare i gomiti invece dell’ingegno, non sono proprio le caratteristiche di una società gestita da buon “potere di servizio”, quello che aiuta a crescere, piuttosto sintomi di un da troppo tempo regnante “potere di controllo”, vero agente cancerogeno ai danni di spirito imprenditoriale, capacità di iniziativa e attitudine propositiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un popolo di de-formati

 

 

 

 

 

 

 

 

         

 

 

Opifex Tusciae™ – parafrasato da Opifex Fabricator Mundi – è un concetto che nasce dalla convinzione che un popolo di “artisti” siamo e tali dobbiamo rimanere.

 

"Opifex" è chi crea con le proprie mani, crea benessere: l’ “intraprenditore”, ottimista verso tutto ciò che incontra sulla sua strada, che non focalizza i problemi, ma le soluzioni, generoso e aperto a sinergie di collaborazione, che mantiene intatta l’auto-stima, la giusta misura di se stesso, conoscenza del proprio limite e delle proprie capacità, e per questo pronto a riconoscere il merito, rispettare ed utilizzare la competenza dell’altro.

 

Nelle società anglosassoni, di cui siamo diventati solo superficiali e passivi ammiratori (ma di cui non capiamo molto, dato che non ne parliamo le lingue), il latino “Opifex” è un titolo di gran valore: significa Qualification and Diploma for On-the-job Training Master “Qualificazione e Attestato di Maestro Esercitante un Mestiere”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Che pizza, ragazzi!

 

 

 

 

 

 

 

 

         
 

 

 

Continuare a sfornare generazioni di diplomati e laureati “per forza”, infelici possessori a vita di pezzi di carta senza valore e che, nella stragrande maggioranza dei casi, non porteranno a quel “posto fisso”, chimera di benpensanti genitori, è un vero suicidio sociale.

 

Non esiste più l’artista, non esiste l’artigiano... : ma allora sì che questo è il mercato del futuro!

 

Se tutti nel corpo della società fossero “mente” e nessuno “braccia”, che mondo mostruoso sarebbe!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pensare non fa mai male

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dovremmo imparare a riscoprire le Arti ed i Mestieri, perché il mondo non è fatto solo di ingegneri, medici e avvocati.

 

Il nostro sistema sociale, politico e scolastico ci ha portato a crederlo: il più grande ostacolo alla riscoperta dei mestieri è il “valore” così sproporzionatamente squilibrato che si dà alle diverse professioni.

 

Ad esempio, il sistema premia in modo esagerato la capacità verbale, dis-“prezza” la manuale, premia l’intelligenza teorico-logica e penalizza di regola le altre sei (ad oggi siamo capaci di definirne scientificamente almeno sette!), premia spesso le apparenze e ignora la sostanza.

 

C’è semplicemente chi è portato al pensiero e chi all’azione, chi si esprime meglio con le parole e chi con la musica, con la danza, le immagini, chi a ragione intraprende studi classici, scientifici, tecnici e “professionali”, ma anche chi li intraprende senza né ragione, né presupposti, né voglia, né interesse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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C’è un mondo che t’aspetta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Serve più informazione, più orientamento, una educazione dei giovani (ed una “rieducazione” dei loro genitori) ad una aggiornata e consapevole lettura delle tendenze del mercato del lavoro, più attenzione da parte degli insegnanti a tutti i livelli nell’attiva scoperta e valorizzazione dei reali talenti degli alunni.

 

Riscopriamo le arti tradizionali della Tuscia Romana, inventiamo i nuovi mestieri della Tuscia Romana!

 

Arti e Mestieri che si basino sul patrimonio, sulle accertate e documentate potenzialità ed esigenze del territorio, quelle tra l’altro dell’impresa di piccola scala, la quale lentamente muore per mancanza di personale “qualificato”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un popolo senza lavoro?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lavorare è bello, specialmente se mi è data l’opportunità di dedicarmi a quello che mi piace, cui sono portato.

 

È bello avere le mani infarinate di pane e di dolci, piegare il metallo alle forme che voglio, costruire case, mobili e gioielli, disegnare abiti e barche e siti web, ridare funzione ad una macchina, dare forma al legno, alla pietra, coltivare la terra e metterne sulla tavola i frutti migliori, conoscere le preziosità della propria terra per farla conoscere ad altri...

 

Ridiamo vita e colore a questo mondo grigio-anemico di “sogni” di uffici a chilometri e ore di distanza, al servizio stressante di altri, per creare valore aggiunto al loro patrimonio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cinque minuti a mezzanotte...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tuscia Romana ha i presupposti per creare lavoro in tutti i suoi 90 Comuni: apriamo gli occhi e riscopriamo le opportunità che ci offre casa nostra.

 

Muore l’ “artista”, muore l’artigiano, muore la Tuscia Romana, muore l’Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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UnionTuscia propone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più formazione – meno disoccupazione!

 

UnionTuscia propone una scuola per imparare, una scuola per crescere, una scuola per vivere - per tutta la vita: La Scuola Imprenditoriale delle Arti e dei Mestieri della Tuscia Romana.

 

 

 

 

 

 

 

 

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