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Cosa sono, a che servono, come funzionano e come ci cambiano la vita

Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I dischi ottici

L'estrema precisione del laser

 

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I dischi ottici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il CD o Compact Disc o "disco compatto" è un'invenzione della fine degli anni '70, frutto di ricerca non nell'ambito dell'informatica ma della telefonia, un'applicazione in cui confluiscono dall'inizio sistema numerico binario, suono e laser, poi evoluta ulteriormente e commercializzata a partire dai primi anni '80.

 

Anche il CD, come il disco a memoria magnetica, è un supporto di memorizzazione digitale ma dalle caratteristiche totalmente diverse: è un semplice disco di plastica policarbonata dal diametro di 120 mm, non è protetto da involucri, composto dal disco di resina termoplastica trasparente un sottilissimo foglio metallico, di alluminio riflettente, ma possibilmente anche trattato con metallo nobile per renderlo più duraturo, stampato sulla plastica deformata a proteggere la traccia funzionando anche da specchio, incapsulato a sandwich con uno strato di acrilico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'estrema precisione del laser

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I dati - sempre gli "0" e gli "1" del sistema numerico binario - vengono qui però memorizzati otticamente, attraverso la deformazione o bruciatura (per questo si dice to burn a CD , cioè "bruciare" un CD) con un raggio laser della superficie del disco: si creano così milioni di piccolissimi "buchi" o "cavità", in inglese pit o bump, letteralmente "cunetta", la parte bruciata che corrisponderà a "0", e "terre", in inglese land, la parte integra della superfice piatta a rappresentare "1", o su un disco matrice o "master", con cui verranno poi "stampate" ad alta pressione le copie della pubblicazione da commercializzare, oppure, nel caso di un CD ad uso privato in una o poche copie, il normale "masterizzatore" andrà direttamente a bruciare la superficie del foglio metallico interno.

 

Nella successiva lettura del CD il raggio laser colpisce le terre e le cavità, i quali verranno riconosciuti calcolando il diverso grado di dispersione e deviazione della luce riflessa dalla superficie metallica.