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Internet, web, siti e blog Cosa sono, a che servono, come funzionano e come ci cambiano la vita Il materiale originale in questa pagina è © Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale |
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Internet |
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In questa pagina La differenza tra Inter-Net e Intra-Net La rete pubblica e le reti private Gli "hacker" non sono "cracker" Internet – Dettaglio di un nodo principale Internet – Carta mondiale per numero di utenze 2007
Pagine correlate Il telefono e la rete telefonica Il computer e la rete informatica Intelligenza ed apprendimento A misura d'uomo – Le rivoluzioni ergonomiche
Grazie per le pagine visitate!
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La rete per eccellenza |
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Cosa significa |
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Il termine Internet è usato per la prima volta nel 1975 come contrazione di Inter Networking in INTER NET(working).
Significa alla lettera “tra reti di comunicazione” o, più liberamente, “tra reti di lavoro in rete” (rete in inglese network), quindi un nuovo sistema o rete “che unisce due o più reti” già esistenti ma che lavorano con diversi standard di comunicazione: la nuova rete ha il compito specifico di interconnessione tra queste reti, quindi in pratica di associare i diversi linguaggi o cosiddetti "protocolli" di trasporto internetwork tra le reti e quello di lavoro network, cioè all'interno di una rete. |
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Cosa è |
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Internet è semplicemente una rete "telematica" o sistema di interconnessione tra servizi di telefonia e di informatica, cioè telefoni e "calcolatori" (in inglese computer), per lo scambio a distanza o trasferimento di suoni e dati, questi sotto forma di testi, immagini - grafiche, fotografiche e video - o qualsiasi altro tipo di "impacchettamento" digitale di un messaggio.
Internet è una rete così grande da connettere tutto il pianeta ed è per questo chiamata la "rete delle reti" o la "madre di tutte le reti" di computer, la rete che mette in collegamento tutte le altre reti (più o meno "locali", cioè di una organizzazione civile o militare, di ricerca o studio, didattica, commerciale, nazionale ecc.): in pratica una rete "globale".
Gli utenti di questo servizio sono persone private, scuole, università e centri di ricerca, società pubbliche e private, istituzioni ed enti, tutti nella necessità di "comunicare", cioè scambiare informazioni e dati, con altri utenti, in tutto il mondo. |
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Come funziona |
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Internet è costituita dall'insieme di tutte le connessioni di rete, formata da un agglomerato di migliaia di reti con centinaia di milioni di "nodi" o calcolatori, cioè archiviatori, elaboratori e distributori di dati, chiamati server (dal latino servus, servo) tra loro interconnessi ovvero "calcolatori al servizio di altri calcolatori", tra questi ultimi il singolo computer di un utente finale.
A livello di struttura Internet può essere definita come una "rete logica" altamente complessa, la quale utilizza tutto un insieme di strutture fisiche, come collegamenti a fibre ottiche, cavi coassiali, collegamenti satellitari e raggi laser, su radiofrequenza, ponti radio e onde su tracciati elettrici o condutture idrauliche, il comunissimo "doppino" del telefono...
Tutto questo complesso di collegamenti per mettere in contatto un utente o una macchina, un cosiddetto "agente umano" o un "agente automatico" ad un altro "agente", anche questo una persona o una macchina, attraverso un elaboratore di dati o computer.
Quei computer che sono direttamente connessi ad Internet vengono chiamati host, cioè "padroni di casa" o "conduttor"i o ospitanti, mentre quelli degli "utenti finali" sono definiti end system ed il "collegamento" fra loro link di comunicazione. |
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Le premesse di Internet |
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Internet è dunque una "rete di reti interconnesse" e una "rete di computer singoli che operano come se fossero reti".
In questa rete mondiale di computer ogni rete al suo interno è a sua volta costituita da un insieme di computer, i "nodi" della rete, collegati tra loro e può funzionare solo perché tutti i computer interconnessi utilizzano indistintamente un medesimo cosiddetto "protocollo" comune di comunicazione, uno standard de facto.
Tecnicamente lo si definisce con la sigla "TCP/IP", la quale è formata dalle iniziali della sua definizione inglese Transmission Control Protocol/Internet Protocol, letteralmente "Protocollo di controllo delle trasmissioni/Protocollo Internet", in verità un insieme di protocolli.
In altre parole, tutti i computer del mondo connessi ad Internet parlano la stessa lingua: usano i medesimi comandi per le medesime procedure, che sono, quindi, riconoscibili ed eseguibili ovunque. |
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Dove, quando e come nasce |
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Come gran parte della ricerca scientifica, anche questo progetto ha le sue radici in ambito militare: nulla è così prioritato al mondo quanto lo sviluppo di sistemi di offesa e di difesa, siano essi armi di distruzione vere e proprie ovvero sofisticati sistemi di comunicazione e di spionaggio e controspionaggio.
Il cosiddetto "Pentagono", dall'edificio governativo dai cinque caratteristici lati, sede del Dipartimento e dello Stato Maggiore della Difesa degli Stati Uniti d'America, a Washington, decide a fine anni '50 - quindi nel contesto storico della cosiddetta "guerra fredda" fra le due superpotenze di allora USA e Unione Sovietica - di sviluppare un sistema telefonico-telematico "di emergenza", capace cioè di assicurare le comunicazioni con aree geograficamente remote, anche in caso di collasso o sabotaggio parziale di reti locali, nazionali o addirittura continentali, come l'intera rete dell'Europa "Occidentale".
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La lineare quanto imponente struttura architettonica del Pentagon: sopra in una panoramica dal retro con il fiume Potomac sullo sfondo, sotto in una foto satellitare che evidenzia l'origine del suo nome.
In pratica si avvia la creazione tecnologica di un segnale "capace di cercare da solo la sua strada", senza cioè bisogno, come tuttora a quel momento, di percorsi predeterminati, fino al destinatario, adattando la rotta alle reti o parti di reti disponibili e funzionanti: un messaggero che corre e gira veloce intorno al mondo finché non trovi il modo di raggiungere la sua meta e consegnare il dispaccio.
Questa l'originaria cosiddetta "Rete dell'Agenzia dei Progetti di Ricerca Avanzata" o Advanced Research Projects Agency Network, abbreviata nell'acronimo "ARPANet" - quindi una rete a mirato ed esclusivo uso militare di intelligence: messa a disposizione di impieghi civili alla fine della guerra fredda, la rete viene dapprima usata per collegare l'un l'altro grandi centri universitari e di ricerca, poi espande ad includere il mondo aziendale ed infine esplode letteralmente rasformandosi in rete "domestica". |
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La differenza tra Inter-Net e Intra-Net |
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La rete pubblica e le reti private |
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Oltre alla rete globale Internet esistono reti "privilegiate" o interne alle rispettive organizzazioni, siano esse civili o militari: una tale rete Intra-Net è tecnicamente analoga a quella di uso pubblico Inter-Net, ma connette computer di utenti predefiniti e con specifici permessi di accesso a diversi livelli di sicurezza, ad esempio i dipendenti di un'azienda, fisicamente vicini o anche a grandi distanze.
Questo permette di accedere direttamente a dati riservati in aree "protette", a seconda del bisogno effettivo del singolo o di gruppi per poter espletare con efficienza ed efficacia il proprio compito nell'organizzazione: un dirigente avrà diritto a più dati, in più aree e ad alto livello , un gruppo di lavoro avrà invece accesso ai semplici dati tecnici o commerciali riguardanti quel progetto, e così via. |
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La protezione della privacy |
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L’accesso a questa rete viene singolarmente regolato da procedure di autenticazione, normalmente un nome utente ed una parola d'ordine o password, ma anche un "certificato di autenticazione" da istallare nel computer (vedi il sistema di servizi bancari telematici o online banking: più confidenziale e "sensibile" è l'informazione, più sofisticato il sistema di riconoscimento, al fine di verificare dell’effettivo diritto di connessione da parte dell’utente che lo richiede e, quindi, evitare l'accesso e l'uso improprio dei dati o vere e proprie truffe. |
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Gli "hacker" non sono "cracker" |
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I famosi "hacker" o all'origine letteralmente "bighelloni", vengono da molti erroneamente ed ingiustamente definiti "pirati dell'informatica": un luogo comune, creato dai massmedia negli anni '80, che li associa alla "criminalità informatica", di cui però sono autori i cosiddetti "cracker", coloro che violano dei codici informatici a fini illegali.
All'hacker piace affrontare sfide intellettuali, superare creativamente ogni limitazione imposta: il termine hack o hack about nasce già negli anni '50, cioè ben prima del dilagare dell'informatica, nell'ambito del mitico MIT, il Massachusetts Institute of Technology, con il significato di "goliardata" , burla o fare degli scherzi studenteschi, prendere in giro qualcuno con spirito di divertimento tanto creativo quanto innocuo.
Solo più tardi la parola acquista la connotazione di "ribellione": ad esempio una porta chiusa con un cartello tipo "Vietato l'ingresso" diventa una sfida ad entrare ed esplorare il perchè di quel divieto, poi, riportato nel campo informatico, ogni limitazione di accesso va forzata.
L'azione di un hacker richiede alta competenza, pianificazione strategica, organizzazione, finezza, capacità analitica e grande inventiva: la regola non scritta dell'hacking impone che lo scherzo sia dettato da voglia di sfida e di divertimento, non sia distruttivo o fine a se stesso e non causi neppure danni (normalmente un hacker si presta volentieri a rimediare alle proprie "malefatte").
La filosofia di base di questi a volte veri "maghi del computer", programmatori in continua ricerca di nuove soluzioni a tutti i problemi possibili, è non far danni e battersi contro ogni forma di copyright, cioè per la libertà di copiare e distribuire programmi e dati senza restrizioni proprietarie: questo è anche lo spirito inizale della programmazione informatica "Open Systems" o "Sistemi Aperti", prima dei monopoli creati dalla Microsoft ed altri pochissimi attori di questo nuovo mercato mondiale dell'aria fritta, chiamata dagli americani "vaporware" o del vapore acqueo, dai guadagni smisurati e molto spesso non affatto leale né verso la concorrenza né verso i propri clienti.
C'è poi c'è chi entra a "curiosare", ad esempio nelle banche dati del Pentagono, o chi crea "virus" informatici e li diffonde nei sistemi informatici mondiali, ma è già tutta un'altra cosa... |
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L'"Universo Internet" |
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Internet è davvero un
universo in rapida espansione, per molti
aspetti paragonabile a quello siderale. Nell'arco di pochi decenni è diventata la "rete globale", su cui si basano tutti i servizi del cosiddetto World Wide Web.
L'animazione qui a fianco ci fa tuffare a vertiginosa velocità dall'esterno dell'attuale contesto globale di Internet, sempre più giù dentro al suo complesso sistema di collegamenti, fino al singolo "nodo" o computer host, uno dei milioni di server della rete, e fuori di nuovo. |
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(Abbi pazienza ed aspetta il caricamento del video: dipende anche dalla qualità della tua connessione...) |
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La prima Internet nel 1982 |
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"Internet" (ARPANET) il 25 febbraio 1982: tutta qui - semplicemente incredibile! |
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L'Internet del 2003 |
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La fantastica evoluzione in un'"istantanea" del 12 novembre 2003, uno dei primi tentativi di totale mappatura di Internet e in sole 24 ore! |
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Internet nel 2005 |
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La carta di Internet si evolve: la grafica diventa più elaborata, ogni linea va da nodo a nodo, cioè tra due indirizzi IP, e la lunghezza delle linee indica il ritardo di trasmissione tra i due server.
Sotto, Internet il 15 gennaio 2005, una totale mappatura grafica con una grossolana distinzione cromatica dei diversi tipi di "domini" governativi, organizzativi, commerciali, nazionali ecc.: un dominio è il nome alfabetico che identifica un server internet secondo lo standard IPS o Internet Protocol Suite, ad esempio www.tusciaromana.info oppure www.tusciaromana.org, cui è anche abbinato un indirizzo IP numerico, utilizzato per il trasferimento dei dati, e la traduzione è effettuata dal DNS o Domain Name System.
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.net (network/infrastrutturale) .ca (Canada) .us (United States/Stati Uniti)
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.com (company/commerciale) .org (organization/organizzativo) .info (informational/informativo)
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.mil (military/militare) .gov (government/governativo) .edu (educational/universitario)
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.br (Brazil/Brasile) .kr (Republic of Korea - /Corea del Sud) .nl (Nederlands/Paesi Bassi)
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.uk (United Kingdom /Gran Bretagna) .it (Italy/Italia) .pl (Poland/Polonia) .fr (France/Francia)
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.jp (Japan/Giappone) .cn (China/Cina) .tw (Chinese Taipei/Taiwan) .au (Australia) .de (Germany/Deutschland/Germania)
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Unknown/Sconosciuto
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Internet – Dettaglio di un nodo principale |
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Estremamente ingrandito un minimo frammento dell'Universo Internet: da notare che la mappatura riguarda soltanto i cosiddetti "nodi" diella rete, cioè i server di distribuzione dati e non le utenze finali! |
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Internet – Carta mondiale per numero di utenze 2007 |
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La distribuzione degli utenti di Internet nel 2007, più di 200 milioni di persone in tutto il mondo: le due nazioni dominanti sono chiaramente gli Stati Uniti d'America e la Cina, seguite da India, Giappone e Germania! |
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La mappatura di Internet |
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"The Opte Project" è un progetto mirato per la creazione di rappresentazioni grafiche di Internet come "spazio" monodimensionale ed universo "metafisico": i dati così collezionati e visualizzati possono essere utilizzati per l'analisi e la pianificazione della rete, l'individuazione di spazio IP sprecato perché non utilizzato, la tendenza della distribuzione geo-sociale degli indirizzi IP, il rilevamento e lo studio delle conseguenze di catastrofi naturali, cambiamenti dovuti fattori climatico-meteorologici, distruzioni di infrastrutture dovute a guerre e conflitti.
Precedenti tentativi di mappare Internet sono mantenuti più o meno segreti e comunque non pubblici, sia a livello di programma che di risultati, ed inoltre il metodo usato è laborioso, impiegando fino mesi per ottenere una sola immagine, ormai obsoleta quando finalmente completa.
La sfida iniziale è posta in questi termini molto ambiziosi: scrivere un programma informatico capace di mappare l'intera rete mondiale in un solo giorno.
La home page o pagina iniziale del sito web del progetto, visitabile a opte.org: tutti gli originali delle immagini sopra rielaborate appartengono a questo sito.
Il primo passo è validare la realistica possibilità di riuscire ad utilizzare un solo computer con una sola connessione a Internet per mappare ogni singolo server di data classe (C) al mondo: di seguito le deduzioni puramente logico-matematiche.
Lo spazio della rete globale può oggi teoricamente ospitare un massimo di 2 elevato a potenza 32 di indirizzi di nodi, pari a oltre 4 miliardi, più precisamente 4.294.967.296 di host.
Con una velocità di rintracciamento di poco inferiore a 200 host al secondo è quindi teoricamente possibile scansionare in un solo giorno 2 elevato a potenza 24 numero di tali computer, cioè circa 17 milioni di unità o, più precisamente, 16.777.216.
La prima scansione effettuata dal Progetto Opte risale ad ottobre 2003 e l'ambizione è di generare una nuova mappa generale di Internet ogni settimana! |
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