Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Gli autori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Manolia Gregori – Una presentazione

 

Pagina di origine

"Le Guerre Perse"

 

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Libro dei Visitatori

 

Manolia Gregori

Una presentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nasce nel 1953 a Todi, Provincia di Perugia, in Umbria, da dove presto si trasferirà con la famiglia in Toscana, più precisamente a Livorno, dove vive ed opera ancora oggi.

 

Vi frequenterà il Liceo Classico “Niccolini-Guerrazzi”, per poi laurearsi in Lettere e Filosofia nella vicina Università di Pisa.

 

 

Apprezzata Professoressa di Lettere e Storia presso l'Istituto Tecnico-Industriale Superiore "G. Galilei" di Livorno, insieme a colleghi di altri istituti superiori organizza tra l'altro e partecipa con i propri studenti a viaggi della conoscenza e della memoria, come ad Auschwitz e Birkenau per capire cos’è la Shoah, un'esperienza forte, capace di toccare le giovani coscienze degli studenti e cambiarli profondamente, in un modo che i libri, neppure i migliori, riuscirebbero mai a fare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scrittrice e poetessa, il piccolo libro pubblicato in questo portale è dedicato alla memoria di suo padre, Lido Gregori, nato a S. Michele in Teverina, Frazione del Comune di Civitella d'Agliano, Provincia di Viterbo, nel 1922 e morto a Livorno nel 1994 - già soldato in Grecia, poi prigioniero dei Nazi-Tedeschi dopo l'8 Settembre, quindi deportato nei campi di concentramento in Germania e fortunosamente sopravvissuto a fame, stenti, malattie e lavori forzati, liberato infine dagli Americani.

 

 

Il manoscritto del libro è stato da lei donato al Sacrario dei Caduti di Canale Monterano, Tuscia Romana, Provincia di Roma.

 

In allegato di Manolia Gregori, dalla “Fondazione Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza” - Luoghi della Memoria Toscana, le personali riflessioni sui suoi viaggi ad  Auschwitz e Birkenau.

 

 

Sposata dal 1977 con Antonio Palomba, livornese, hanno due figlie e, al momento, due nipotine.

 

 

Se vi hanno insegnato

a salutare quando entravate in un ambiente,

se vi hanno insegnato

a dare del Lei agli adulti come forma di rispetto,

se vi hanno detto

che negli autobus

il posto si lasciava alle donne incinte

e a quelli più grandi di voi,

se vi hanno insegnato

che i beni comuni vanno rispettati più dei propri,

se vi hanno insegnato

che l'onestà è un valore e non un difetto,

se vi hanno insegnato

che il rispetto mostrato è rispetto guadagnato.

 

Se siete cresciuti

con il cibo fatto in casa,

se avete giocato

per strada per ore,

se non avevate

i vestitini firmati.

 

Se la vostra casa

non era a prova di bambino,

vi punivano

se vi comportavate male

e uno scappellotto ogni tanto l'avete preso,

se avete avuto

una TV in bianco e nero

e per cambiare canale dovevate alzarvi,

i negozi

erano chiusi la domenica

e avete bevuto

l'acqua del rubinetto.

 

Se non conoscevate

l'Inglese a 6 anni

e non avevate

il telefonino a 9,

ma sapevate bene

cos'era l'educazione...

 

Condividete

e dimostrate che siete sopravvissuti lo stesso!”