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Vannevar Bush Una presentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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  In questa pagina 

La scienza come strumento di potere politico

La gestione del patrimonio della conoscenza umana

As We May Think – "Come potremmo pensare"

 

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"As We May Think"

 

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La scienza come strumento di potere politico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scienzato e tecnologo, professore del MIT, il mitico Massachusetts Institute of Technology, una delle più importanti università di ricerca al mondo, negli anni '20 e '30, inventore.

 

Nel 1940 è presidente della National Defense Research Committee , la Commissione di Ricerca Militare Statunitense, e l'anno seguente direttore dell'Office of Scientific Research and Development, l'Ufficio Governativo per la Ricerca e lo Sviluppo Scientifici, l'organismo che controlla il tristemente famoso Manhattan Project, il Progetto Manhattan, il programma di ricerca che porta alla costruzione della prima bomba atomica.

 

 

Uno dei primissimi test atomici: il Progetto Manhattan risulta nella creazione delle prime armi nucleari e della prima storica detonazione atomica, conosciuta come il "Test di Trinity", del 16 luglio 1945.

 

In qualità di Direttore dell'Office of Scientific Research and Development, Vannevar Bush coordina la ricerca di circa 6 mila tra i più eminenti scienziati americani ed "importati", tra cui il nostro Enrico Fermi, e, soprattutto, l'applicazione dei risultati delle nuove scoperte scientifiche a scopi bellici, ma questa sua attività lo porta anche ad interessarsi all'analisi dei meccanismi che regolano e rendono possibile lo sviluppo di ricerche avanzate di alta complessità, ivi inclusa la relativa, necessaria organizzazione di sistemi di conoscenze, che lo farà uno dei precursori del cosiddetto "ipertesto" o strutturazione "associativa" di un documento, un documento cioè la cui lettura non deve essere necessariamente lineare e sequenziale, e poi ancora ideologo dell'utilizzo delle attività di ricerca scientifica "a supporto della democrazia" (leggi la cosiddetta "pax americana").

 

 

 

 

 

 

 

 

La gestione del patrimonio della conoscenza umana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al cessare delle ostilità della Seconda Guerra Mondiale scrive l'articolo dal titolo As We May Think o "Come potremmo pensare"- pubblicato nella rivista Atlantic Monthly del luglio 1945 e in questo portale riportato in lingua originale - cui si fa risalire il segnale d'inizio della moderna rivoluzione informatica e telematica.

 

 

 

 

Vannevar Bush al lavoro nel suo ufficio in una foto ufficiale d'epoca.

 

In questo suo scritto, epocale e quasi profetico, Bush, partendo da considerazioni ed analisi di ampio respiro sociale, culturale e scientifico e passata quindi in rassegna una carrellata di state-of-the-art technologies, cioè il meglio che la tecnologia possa offrire al momento, arriva alla visione concreta di una macchina futuribile, quale strumento di raccolta ed organizzazione di documenti - testi, immagini e suoni: la battezza "a caso" Memex, una contrazione di memory expansion o estensione della memoria umana, basata appunto su "raccolte di conoscenze enciclopediche" di nuovo formato, fruibili cioè attraverso "percorsi associativi" che ne collegano i contenuti, "pre-configurati" ma anche "personalizzabili", facilmente modificabili ed ampliabili, dal singolo utente.

 

 

 

 

 

 

 

 

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As We May Think – "Come potremmo pensare"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In "Come potremmo pensare" Bush esorta quindi la comunità scientifica a reindirizzare tutti i propri sforzi per rendere più accessibile l'intero, incomparabilmente prezioso patrimonio umano di conoscenze, scientifiche e non: già dagli albori evolutivi e durante tutta la propria storia, l'uomo ha cercato attraverso invenzioni di vario genere di aumentare la propria capacità fisica o muscolare, ma ora è tempo di dedicarsi a "nuove" invenzioni, che lo aiutino piuttosto ad accrescere la propria capacità mentale!

 

Il pugno si è evoluto un martello, l'occhio un telescopio e un microscopio e le macchine per distruggere e per spiare sono diventate sempre più efficienti e sofisticate: è ora di dedicare le potenzialità della scienza moderna a nuovi fini, per creare strumenti che, usabili da tutti, diano facile ed immediato accesso al tutta conoscenza accumulata dall'umanità per secoli e secoli e la creazione di tali strumenti di pace deve essere prioritaria per tutti gli uomini di scienza.

 

Dalla contingente, quotidiana necessità di gestire in modo più efficace l'enorme quantità di documentazione scientifica dei propri progetti militari, nasce quindi e si sviluppa un concetto di universale utilità, dei cui frutti oggi tutti noi godiamo attraverso l'uso dei nostri "calcolatori personali" o Personal Computer.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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